DI MAIO: NASCITA ITALIA OLIVICOLA SEGNA SVOLTA PER OLIVICOLTURA. CHI CI HA PRECEDUTO HA SPRECATO IMPORTANTI OCCASIONI DI RILANCIO PER SETTORESPAGNA HA ATTUATO 5 PIANI OLIVICOLI IN 30 ANNI, ITALIA NE HA ANNUNCIATI DUE SENZA REALIZZARNE ALCUNO

“La nascita di Italia Olivicola segna una svolta per l’olivicoltura, settore fondamentale per l’agricoltura italiana e il made in Italy. Un’intesa che certamente rilancerà la produzione e lo sviluppo dell’olivicoltura italiana, dandole nuova forza”. Così il ministro Di Maio nella lettera inviata ad Italia Olivicola.  “Costruire una filiera moderna significa difendere le nostre produzioni dalla concorrenza sleale, tutelare Made in Italy, puntando sulla qualità dell’olio extravergine italiano e promuoverne tutte le peculiarità. Purtroppo chi ci ha preceduto in passato ha sprecato importanti occasioni di rilancio del settore. Già nel 2015 si sarebbe potuto attuare il piano olivicolo approvato in parlamento grazie al M5S. Ma nulla è stato fatto, anzi al contrario le politiche messe in campo sono state controproducenti e hanno portato l’abbandono delle coltivazioni. Sono certo che la nascita di Italia Olivicola segnerà un punto importante anche rispetto ai diretti concorrenti europei, come la Tunisia, la Grecia, ma soprattutto la Spagna che ha attuato 5 piani olivicoli in 30 anni mentre l’Italia ne ha annunciati due senza realizzarne alcuno”.

PESCE (MIPAAFT) A ITALIA OLIVICOLA: RILANCIAMO PIANO OLIVICOLO. ENTRO NOVEMBRE TAVOLO OLIVICOLO. RENDERE FILIERA COESA

Posted by Redazione × Pubblicato il 09/10/2018 at 14:25

“Rilanciamo il Piano olivicolo nazionale senza alcuna incertezza”. Così la sottosegretaria alle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo,  Alessandra Pesce, nel corso della presentazione a Roma di Italia Olivicola. “Riguardo al piano olivicolo passato e futuro - ha aggiunto - mi impegno personalmente a convocare il Tavolo olivicolo sulla cui base verrà elaborato il nuovo Piano olivicolo nazionale entro il mese di novembre. E in quel tavolo presenteremo lo stato di avanzamento delle attività che sono state svolte e prenderemo tutti gli elementi per la finalizzazione delle ultime risorse che sono disponibili e quindi la pianificazione per il 2019”.

In merito all’invito del presidente Sicolo di Italia Olivicola a collaborare con tutti gli attori della filiera,  la sottosegretaria Pesce ha sottolineato: “Non so in passato, ma credo che in questa situazione di Governo le porte siano realmente aperte. Il contributo di idee alla definizione di strategie e la volontà di rendere la filiera coesa io credo sia assolutamente il nostro compito e su questo noi non ci tireremo indietro”.

VALLARDI (COMAGRI SENATO): AUGURI A ITALIA OLIVICOLA PROPOSTA OLIO ITALICO ASSURDA

Posted by Redazione × Pubblicato il 09/10/2018 at 18:45

Un sincerio augurio alla nascita di questa nuova realtà, c’era bisogno di questa importante novità, in un momento non molto positivo dal punto di vista del settore olivicolo". Così Gianpaolo Vallardi, presidente Comagri Senato, intervenendo alla presentazione di Italia Olivicola oggi a Roma.

"E' assurdo che in passato ci siano state delle proposte come l’olio italico, con schifezze che arrivano da fuori, cercando di migliorarle con i vostri oli. Io credo che, al di là della retorica, in questo Paese ci sia bisogno di concretezza, quella concretezza che non è arrivata con il Piano olivicolo del 2015. Forse si è partiti con delle buone intenzioni ma ma che non si è concretizzato con azioni strutturate utili agli olivicoltori italiani C’è anche una realtà di fondo: per mille motivi effettivamente non siamo in grado di produrre quello che consumiamo; c’è bisogno di produrre di più. Dal punto di vista scientifico bisognerà adeguarsi ai tempi, mantenendo le nostre varietà e puntando sulla biodiversità”.

"Sicuramente - ha aggiunto Vallardi -bisogna riprendere in mano il piano olivicolo, lavorare meglio con le Regioni e riuscire a investire meglio sui nostri terreni, produrre di più. Ma soprattutto dovremo intervenire in maniera forte e risolutiva per affrontare il tema Xylella che abbiamo affrontato anche in Commissione. Ma con la Commissione d'Inchiesta dobbiamo essere realisti, non guariamo gli ulivi. Dobbiamo intervenire quanto prima, affidandoci alla scienza, a chi è riuscito in altri Paesi a risolvere questo problema. Non possiamo permettere che il batterio continui ad avanzare, di danni ne ha fatti fin troppi. Dobbiamo renderci conto che tutto il sistema Italia sta soffrendo, compreso il sistema vivaistico, che ne sta soffrendo moltissimo. Tutti siamo convinti che il problema della Xylella vada risolto, dobbiamo solo capire come. Il ministro Centinaio sta lavorando in questa direzione. Dobbiamo intervenire e presto -  ha concluso Vallardi - si è parlato forse fin troppo, battaglie ne sono state fatte fin troppe, oggi serve concretezza. Quella concretezza che hanno dimostrato queste due associazioni che oggi si sono riunite in Italia Olivicola. E l’ottimismo visto qui è un ottimo punto di p

NASCE ITALIA OLIVICOLA L’OLIVICOLTURA ITALIANA DEVE TORNARE PROTAGONISTA

Duecentocinquantamila produttori pari al 50% degli olivicoltori italiani, 15 regioni rappresentate attraverso 57 O.P. (organizzazioni di produttori) sul territorio che fatturano annualmente circa 54 milioni di euro e che esportano in 42 paesi del mondo la qualità dell’olio extravergine d’oliva 100% italiano, monovarietale, Dop, Igp, biologico tracciato e certificato.

Sono questi i numeri di ITALIA OLIVICOLA, la nuova e prima organizzazione dell’olivicoltura italiana presentata questa mattina a Roma.

ITALIA OLIVICOLA nasce dalla fusione tra il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) e Unasco e punta a rappresentare gli olivicoltori in uno dei momenti più difficili di sempre per il settore.

Quattro gli obiettivi da perseguire per provare a sviluppare il comparto: concentrare l’offerta, migliorare il reddito dei produttori, costruire una filiera olivicola moderna e coesa, difendere il Made in Italy contro le frodi e le contraffazioni.

“Più di novant’anni di storia tra CNO e Unasco si fondono per dare vita ad una nuova storia per l’olivicoltura italiana– ha sottolineato un emozionato Gennaro Sicolo, nuovo Presidente di ITALIA OLIVICOLA – È un passo fondamentale per centinaia di migliaia di famiglie e sono orgoglioso di compierlo insieme a Luigi Canino che come me è prima di tutto un produttore, un olivicoltore”.

“Lotteremo con ancora più forza affinchè venga invertita la rotta di quest’ultimo decennio e l’olivicoltura italiana possa riprendere a crescere, in termini di capacità produttiva e di abilità ad affrontare i mercati a livello domestico e internazionale, facendo in modo di riconquistare la storica posizione di leadership che l'Italia ha lungamente e solidamente ricoperto in passato – ha rimarcato il Presidente Sicolo -  ITALIA OLIVICOLA ha l'ambizione di essere interlocutore privilegiato delle componenti industriali e commerciali della filiera, nonché delle Istituzioni pubbliche nazionali e regionali, per costruire insieme una strategia di sviluppo, modernizzazione e consolidamento del nostro settore”.  

Emozionato anche Luigi Canino, Vice Presidente vicario della nuova organizzazione.

“Sentiamo il peso della responsabilità di dare risposte agli olivicoltori che ci onorano della loro fiducia e che credono nel nostro lavoro quotidiano – ha sottolineato Canino -. Abbiamo diverse sfide da affrontare per garantire il giusto valore alla produzione italiana che mantiene il primato incontrastato nella qualità, nella ricchezza delle quasi 500 cultivar presenti su tutto il territorio, nella sostenibilità del nostro sistema basato su tracciabilità e certificazione del prodotto ed impianti intensivi rispettosi dell’ecosistema”.

Nella giornata di domani, mercoledì 10 ottobre, infine, una delegazione di 1500 olivicoltori della neonata organizzazione parteciperanno all’Udienza Generale del Santo Padre in piazza San Pietro.
Gli olivicoltori italiani, alla vigilia di un’annata olearia molto difficile, doneranno al Papa una selezione dei migliori oli extravergine d’oliva regionali.

OLIO, ITALIA OLIVICOLA: LA VERA INVASIONE CHE DISTRUGGE L’EXTRAVERGINE ITALIANO È QUELLA DEGLI OLI DEODORATI

Consegnate alla Sottosegretaria Pesce le 120mila firme raccolte con la petizione in difesa dell’olio italiano
“La vera invasione su cui siamo chiamati ad unirci e a combattere è quella degli oli deodorati sugli scaffali. Diciamolo chiaramente, senza se e senza ma: tutti gli oli venduti a meno di 4 euro o non sono extravergine o lo sono diventati solo attraverso manipolazioni”.

È la denuncia lanciata dal Presidente di ITALIA OLIVICOLA, Gennaro Sicolo, durante la manifestazione di lancio della nuova organizzazione nata dalla fusione di Cno e Unasco.

“Al Ministro Centinaio, alla Sottosegretaria Pesce e al governo chiediamo coraggio: se vogliamo cambiare e rilanciare definitivamente la produzione e l’extravergine d’oliva italiano occorre bonificare gli scaffali con decisione”, ha continuato Sicolo.

Se il costo della bottiglia è 1 euro, come può il prodotto contenuto valere poco più di 2 euro? È naturale che quel prodotto, definito extravergine, altro non è che olio deodorato, così come dimostrato periodicamente dalle tante indagini di giornali e tv - ha evidenziato Sicolo -. Vendere una miscela di extravergine al prezzo di tre caffè, attirare con offerte i consumatori su questi prodotti, rappresenta un pericolo sia per chi lavora onestamente sia per la salute della gente”.

“Le importazioni di olio extravergine di oliva nascondono molte volte oli deodorati, che molto spesso diventano magicamente oli italiani, per colpa di qualche trasformatore disonesto, con la naturale conseguenza di deprimere fortemente i prezzi dei nostri oli e di condannare la nostra olivicoltura ad una lenta ma inesorabile estinzione, per questo è necessario calendarizzare lontano dai periodi della raccolta l’arrivo di questi prodotti”, ha rimarcato il Presidente Sicolo.
“Eliminiamo la dicitura extravergine per questi oli di dubbia provenienza, che possono essere commercializzati come vergini, e diamo valore a chi fa qualità iniziando a promuovere un corretto consumo dell’extravergine 100% italiano tra gli stessi consumatori del nostro Paese - ha proseguito il Presidente Sicolo -. Chiedo al governo di battersi a livello europeo per estendere l’applicazione del registro telematico a tutti i Paesi produttori e proponiamo all’ICQRF e alle forze dell’ordine un protocollo d’intesa per favorire controlli ancora più serrati e proficui e per punire le aziende scorrette”.

“Questo sarebbe un cambiamento epocale che davvero favorirebbe il rilancio del settore e dell’economia olivicola italiana”, ha concluso Sicolo.

Al termine dell’evento il Presidente di ITALIA OLIVICOLA, Gennaro Sicolo, ha consegnato nelle mani della Sottosegretaria Alessandra Pesce le quasi 120.000 firme raccolte dal mese di luglio con la petizione a tutela dell’olio extravergine lanciata su change.org dagli olivicoltori italiani per tutelare il prodotto simbolo del Made in Italy, e con esso i produttori e i consumatori, da chi cerca di minarlo favorendo lo sdoganamento di oli deodorati e miscele.

CAMPAGNA OLEARIA 2018/2019, NUOVE STIME CROLLA LA PRODUZIONE: -50%

Non sarà una campagna olearia semplice per gli olivicoltori italiani.

In base all’indagine eseguita dagli osservatori di mercato di ITALIA OLIVICOLA nell’ultima settimana di settembre, infatti, emerge una previsione di produzione di poco superiore alle 215.000 tonnellate di olio a livello nazionale, esattamente il 50% in meno rispetto alle quasi 430.000 tonnellate dello scorso anno.

A incidere sulla campagna olivicola, certamente, le condizioni meteorologiche altalenanti con gelate, grandinate, bombe d’acqua e venti intensi che hanno prodotto danni considerevoli alle piante, tali da indurre alcune autorità locali a richiedere lo stato di calamità naturale nelle zone più colpite.

Tra le cause del dimezzamento della produzione non bisogna dimenticare emergenze fitosanitarie quali la xylella o gli attacchi di agenti parassitari, come la tignola o la mosca, agevolati da un’estate lunga, calda e umida.

Nel crollo della produzione pesano soprattutto le difficoltà riscontrate nelle due Regioni olivicole più importanti d’Italia, Puglia e Calabria.

In Puglia (-56% rispetto allo scorso anno) le zone più colpite dalle gelate sono state le provincie di Bari e Bat, soprattutto nell’entroterra che registra perdite anche superiori al 70%, mentre lungo la fascia costiera la produzione ha tenuto discretamente bene.

La Calabria (-70%) ha sofferto particolarmente gli attacchi degli agenti patogeni e l’estate ballerina, così come la Basilicata (-85%) che vedrà la propria produzione ridursi a poco più di 1000 tonnellate.

Sfiora il 40% di riduzione anche la Campania, mentre è negativa anche l’annata olearia nelle isole con la Sicilia in calo del 47% e la Sardegna che registra un -63% rispetto allo scorso anno.

Altalenante, invece, l’andamento nelle Regioni centrali: se la Toscana, infatti, in controtendenza rispetto al Sud, segna un +15% rispetto alla precedente campagna grazie al fatto che le piante risparmiate dal gelo presentano una produzione straordinaria che dovrebbe riuscire a compensare e le perdite, confermano il trend negativo Lazio (-29%), Umbria (-18%), Marche (-39%) e Abruzzo (-12%).

Andamento positivo, invece, per le Regioni del Nord grazie soprattutto al buon clima estivo registratosi in Veneto (+35%) e Lombardia (+30%).

“È un’annata difficile per il nostro settore per questo non sono più procrastinabili interventi seri, a partire da un nuovo Piano Olivicolo Nazionale, che consentano agli olivicoltori di aumentare la produzione e di far fronte in questo modo ai problemi stagionali che ogni anno registriamo”, ha detto il Presidente di ITALIA OLIVICOLA, Gennaro Sicolo.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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