MALTEMPO: COLDIRETTI, MLN DI DANNI NEI CAMPI IN MALEDETTA PRIMAVERA

Salgono a milioni di euro i danni nelle campagne a causa di pioggia, grandine e vento che hanno colpito l’Italia da nord a sud distruggendo raccolti, sventrando serre, sradicando alberi, allagando campi, scoperchiando tetti e provocando frane e smottamenti. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sulla violenta perturbazione che ha sferzato per ultimo la Toscana nella provincia di Lucca, il Friuli, e l’Emilia Romagna nel Bolognese fino alla Sicilia nel Palermitano. Una situazione meteo che – sottolinea la Coldiretti - aggrava le perdite già subite dal settore agricolo per le tempeste che hanno investito a macchia di leopardo tutta la Penisola, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte fino alla Puglia.

 

Si tratta dell’ultima spallata del clima impazzito in una maledetta primavera che - secondo la Coldiretti – è iniziata con il gelo che ha compromesso le fioriture ed è proseguita con il caldo torrido e la siccità per andare a concludersi con le tempeste di vento e grandine. Il risultato è la perdita a livello nazionale di più un frutto su tre con il crollo dei raccolti, dalle pesche alle nettarine (-28%) fino alle albicocche (-58%), ed un rincaro dei prezzi al consumo. Gli agricoltori cercano di difendersi con le reti di copertura, con le coltivazioni in serra e con la manutenzione di terreni e canali e serre ma spesso – sottolinea la Coldiretti – la furia delle tempeste è così violenta che fa esplodere le protezioni, distrugge frutta e ortaggi e gonfia d’acqua i terreni provocando pericolosi smottamenti. Il cambiamento climatico si abbatte – continua la Coldiretti – su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con il 91,3% dei comuni (il 100% in Toscana) che si trovano in zone a rischio per frane o alluvioni dove vivono 7 milioni di persone.

 

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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