MARIO SERPILLO (UCI): KALOS KAI AGATHOS. L’AGRICOLTURA ETICA E’ ESTETICA

Kalos kai agathos: l'agricoltura nella sua espressione etica è anche estetica, bella da vedere, e in grado di essere sostenibile e socialmente responsabile.

Incisivi e molto attuali gli argomenti toccati dal Presidente UCI Mario Serpillo in occasione della Campagna di sensibilizzazione “Io faccio la mia parte”, iniziativa promossa in modo efficace dall’Associazione ambientalista “Accademia Kronos onlus” insieme al Comune di Spoleto e in collaborazione con l’Associazione BioEtica e D.U. onlus e con la Federazione dei Dottori Agronomi e Forestali dell’Umbria.

“Sono convinto dell’importanza di essere qui” puntualizza in apertura il Presidente UCI “per dare il mio contributo con l'intento di rafforzare il contenuto del messaggio verso l'opinione pubblica per un più vasto e attivo coinvolgimento, ricercando le connessioni fra le strategie dello sviluppo economico, le tematiche ambientali e i cambiamenti climatici in atto, drammaticamente alla ribalta.

Reddito equo agli agricoltori, aumentare competitività, riequilibrare il potere nella catena alimentare, intervenire sul cambiamento climatico, assicurare la cura dell'ambiente, preservare paesaggi e biodiversità, sostenere il rinnovamento generazionale, valorizzare aree rurali vivaci e proteggere la qualità del cibo e della salute”.

Sono questi gli obiettivi richiamati della futura PAC sui quali si concentra l’intervento di Mario Serpillo.

“La logica di tipo intensivo che vive sotto l’imperativo produttivistico degli ultimi decenni, ha confinato i nostri valori di qualità e di “Made in Italy” al rango di semplice "folclore rurale", mettendo in disparte i molti valori vincenti del nostro Paese.

L’asset dell’Italia è unico – continua il Presidente UCI – grazie a questo posizionamento siamo lo stato d'Europa che conta il maggior numero di specie di piante con semi, senza contare quella della fauna. Tutelare la nostra biodiversità significa sfruttare un’occasione di crescita per le nostre agricolture e di valorizzazione delle produzioni locali. Per la sua importanza rientra tra gli obiettivi della futura PAC.

La qualità ambientale, vera risorsa-madre dell’agricoltura, deve imporre all'agenda politica temi quali la riduzione delle emissioni, la tutela delle acque, la salvaguardia del suolo.

L'educazione alimentare – oggi affidata alle condotte comunicative del business – è invece da porre al centro di una politica pubblica di educazione vera e propria, ispirata, ad esempio, dai principi della dieta mediterranea.

E infine l’agroindustria nazionale, che deve vedere primario e secondario del “Made

in Italy” procedere in maniera coordinata per affrontare positivamente le sfide del mercato globale.

Occorre – siamo convinti – un maggiore impegno e più risorse nella lotta alla contraffazione alimentare, soprattutto per settori e le filiere da sempre più deboli, come quella dell'olio extra vergine di oliva o delle produzioni lattiero-casearie”.

Contnua Serpillo “In tale contesto, oggi più che mai si sente la necessità di un pensiero politico nuovo sull'agricoltura italiana, che sappia cogliere la sfida al rinnovamento che il XXI secolo ha lanciato alla cultura occidentale che dell'agricoltura porta i tratti somatici essenziali.

Il perimetro di questo nuovo pensiero è segnato da almeno tre punti cospicui:

La cultura del lavoro, che deve essere fondata sul rispetto umano, sulla formazione continua e sulla possibilità di crescita individuale e collettiva. Nel secondo trimestre si è registrata in agricoltura una crescità dell’1,5% superiore a quella avvenuta nel complesso dei settori economici.

Sono 193.000 oggi gli under 35 in agricoltura, con un aumento di 27.000 in più rispetto al primo trimestre. Questi dati ci confermano l’interesse crescente, professionale e imprenditoriale per il settore, da parte delle nuove generazioni.

Il valore del territorio: dobbiamo guardare all’impresa agricola come un sistema attivo e dinamico all’interno del contesto in cui si trova. Che sia capace di contribuire alla creazione e diffusione di valore in senso economico, sociale e ambientale.

Innovazione come fattore essenziale. Come Unione Coltivatori Italiani riteniamo – continua il Presidente UCI – che la conoscenza e l'innovazione siano fondamentali per un settore agricolo moderno, resiliente e sostenibile. La PAC del futuro incoraggerà entrambi gli investimenti in ricerca e innovazione e consentirà agli agricoltori e alle comunità rurali di beneficiarne”.

Nelle considerazioni conclusive Mario Serpillo pone un accento sul legame tra bello e buono.

“L'Italia è un mosaico di territori e paesaggi. Il paesaggio, nella legislazione italiana, supera la definizione puramente estetica e assume valore di civiltà diventando un asset culturale da tradurre in beni e servizi.

Ogni territorio ha il suo colore, sapore e intensità. L’identità e le tradizioni rendono ogni terra unica e ogni prodotto espressione della sua cultura. Il suo genius loci è la sua componente intangibile ed è il suo valore più grande. È la sua “non imitabilità” che lo rende unico.

Il rapporto uomo-territorio è sempre a somma negativa. Se da una parte l’uomo con l’agricoltura “cura” il paesaggio, dall’altra lo distrugge con la cementificazione.

“Kalos kai agathos” – dicevano gli antichi greci – è bello ciò che esteticamente è gradevole e diviene anche buono se connesso a un comportamento morale di virtù e giustizia.

L'agricoltura nella sua espressione etica è anche estetica, bella da vedere, e in grado di essere sostenibile e socialmente responsabile.

È proprio per questo – conclude Serpillo – che le politiche agricole devono adottare un approccio sistemico. Una buona politica agricola è quella che considera l'agricoltura al centro di un sistema in grado di creare valore aggiunto per sé e per settori limitrofi. Questo rappresenta un investimento strategico per il futuro.

La visione binoculare delle politiche agricole, cioè quella che sostiene e valorizza la piccola dimensione agricola con la dimensione intangibile della bellezza viaggia in sinergia con la sostenibilità delle forme di agricoltura intensiva.

“Kalos kai agathos” può evolvere a visione ispiratrice di una vera e propria politica industriale dell'agricoltura, oggi quanto mai ineludibile”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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