OLIO, INTERROGAZIONE PD SU ARTICOLO NEW YORK TIMES: DIFENDERE UN SETTORE CHIAVE AGROINDUSTRIA ITALIANASTRATEGIA PER OSTACOLARE L'AFFERMAZIONE DEL MADE IN ITALY DI QUALITA'

Interrogazione a risposta in commissione 5-02030 presentato da  Michele Anzaldi del Pd giovedì 30 gennaio 2014,  al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali in seguito all'articolo pubblicato dal New York Times in cui, mediante la rappresentazione di un fumetto, si denunciava una presunta sofisticazione dell'olio di oliva italiano.

Per sapere – premesso che: nei giorni scorsi, pubblicato dal New York Times, è apparso un articolo in cui, mediante la rappresentazione di un fumetto, si denunciava una presunta sofisticazione dell'olio di oliva italiano;appare quanto mai paradossale che un tale attacco, circa la qualità del cibo italiano, giunga da un Paese nel quale le sofisticazioni e le alterazioni della filiera alimentare sono all'ordine del giorno con inevitabili, gravi, conseguenze sulla salute dei propri cittadini; tanto per fare un esempio, sul sito http://www.prevention.com/ è addirittura possibile leggere una sorta di hit parade dei cibi più taroccati, presenti ogni giorno sulla tavola degli americani, con un'impressionante lista di componenti, spesso anche tossici; la smentita fatta da Tom Mueller, autore del volume Extraverginità, di essere la fonte di quanto riportato dal giornale statunitense, dichiarandosi, invece, dispiaciuto per l'Italia, rende evidente una strategia finalizzata ad ostacolare l'affermazione del made in Italy di qualità;  a livello mondiale l'olio extravergine d'oliva italiano resta una vera eccellenza; in Italia vi sono un milione di ettari di territorio in cui risiedono 225 milioni di alberi di ulivi;    l'olivicoltura italiana conta su circa 800 mila imprese, 5 mila frantoi e più di 200 imprese industriali, con una produzione media di circa 500 mila tonnellate che ha generato nello scorso anno un fatturato di oltre 3,3 miliardi di euro (il 2,6 per cento del fatturato industriale agroalimentare totale), senza contare il valore alla pianta del prodotto che sfiora mediamente ogni anno due miliardi di euro con un milione di addetti; con questi numeri la qualità è un obbligo per vincere la competitività proveniente anche da paesi emergenti;  è ovvio che come in tutti i mercati ci sono produttori senza scrupoli che danneggiano l'onestà e il gran lavoro dei tanti ed è per questo che il nostro Paese deve battersi soprattutto in sede comunitaria per una più adeguata tutela del valore di tale settore –: in relazione a quanto apparso sul New York Times, se e quali iniziative il Governo intenda promuovere per difendere uno dei settori chiave dell'economia agroindustriale italiana di fronte ad un gratuito ed infondato attacco sulla qualità dell'olio di oliva extravergine, e quali misure intenda assumere per valorizzare e tutelare al meglio uno dei simboli della qualità dell'agroindustria italiana.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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