PAN, BENE INTERVENTO SU FILIERA MAIS, IN VENETO PRIMO ACCORDO-QUADRO TRA PRODUTTORI E TRASFORMATORI PER CONTROLLO PREZZI E QUALITA’

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“Il decreto competitività sulle filiere aggiunge un incentivo in più all’accordo-quadro che produttori, trasformatori e distributori del mais hanno sottoscritto a vantaggio della  qualità e della sicurezza del settore agro-zootecnico”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, valuta con soddisfazione i decreti di filiera approvati dalla  Conferenza Stato-Regioni per fronteggiare gli effetti della crisi da Coronavirus.

 

Il decreto competitività estende il modello contratti di filiera del grano (40 milioni di euro complessivi fino al 2022) anche a mais, legumi e soia con un contributo pari a 100 euro per ettaro coltivato nell’ambito di contratti di filiera. Lo stanziamento previsto ammonta a 11 milioni di euro complessivi per il mais e 9 milioni di euro per legumi e soia. Lo scopo della norma è quello di migliorare l’approvvigionamento di mais da granella (così come per grano, soia, legumi)  di qualità italiano per la filiera zootecnica e stabilizzare i rapporti tra agricoltori e trasformatori.

“I produttori veneti sono artefici del primo accordo quadro di filiera sottoscritto tra Organizzazioni professionali agricole, Consorzi delle denominazioni d’origine, Cooperative agroalimentari,  e Associazioni di categoria degli essicatoi e dei centri di raccolta, per le campagne cerealicole del triennio 2020-22 – sottolinea Pan -  Un patto, adottato per la prima volta e su base volontaria, per controllare i prezzi di acquisto e di vendita del mais da granella, ma soprattutto per tutelare la qualità e la sicurezza della filiera agro-zootecnica. Il granturco è strategico per le filiere agro-zootecniche-alimentari, in particolare per le produzioni Dop. E l’accordo quadro sul mais da granella prevede che tutti i soggetti aderenti utilizzino solo prodotto a origine italiana certificata. Il decreto competitività ora aggiunge un ulteriore vantaggio economico a questa operazione di difesa della filiera agro-alimentare del ‘made in Italy’ sposata dalle imprese venete.  E’ con contratti di secondo livello come questo che si riesce a tutelare la competitività della  nostra filiera e si migliorano anche le capacità di autoapprovvigionamento, così importanti in momenti di crisi come l’attuale”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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