PESCA, COMAGRI CAMERA. TUTTI GLI INTERVENTI DI ANAPI, ALLEANZA COOPERATIVE, UECOOP, FEDERPESCA, COLDIRETTI, UNCI, UNICOOP E ASSOITTICA

Si è svolta oggi presso la comagri camera l'audizione delle associazioni di categoria del settore pesca in merito al decreto rilancio e agli effetti dell'epidemia sulla filiera.

Di seguito tutte le dichiarazioni:

Anapi pesca:

Faccio appello a mettere mano sulla coscienza per trovare soluzione. Non ci sono risorse disponibili per il settore. Bisogna snellire i tempi burocratici e provvedere affinché ci siano sgravi fiscali per tutto il 2020.

Alleanza Cooperative:

La semplificazione e lo snellimento delle procedure è fondamentale, altrimenti si rischia di vanificare tutti gli sforzi e le stesse risorse messe in campo.

All’articolo 84 sulle indennità per i lavoratori, ad oggi i pescatori autonomi dotati di partita iva ne sono totalmente esclusi.

Art. 31, su rifinanziamento fondi, esprimiamo soddisfazione per questa misura di ismea ma ci risulta che la cambiale agraria abbia già esaurito i fondi a disposizione. Sulle garanzie al credito risultano invece ancora evidenti limiti operativi con le banche.

In merito agli articoli che fanno riferimento agli agriturismi, chiediamo che le stesse misure siano messe in campo anche per chi svolge ittiturismo.

Su art. 222 su fondo emergenziale, serve abbreviare i tempi e facilitare l’accesso a questa misura.

Abbiamo infine necessità di alleggerire la pressione fiscale e contributiva per le imprese della pesca. Le scelte in materia di Irap del governo stanno avendo buoni risultati perché non richiede burocrazia ed ha effetti immediati.

Uecoop:

C’è la necessità di interventi principalmente di rilancio piuttosto che di ristoro per il settore della pesca e dell’acquacoltura, tra cui rivedere la questione dei canoni demaniali nell’acquacoltura

Serve incentivare e sostenere le realtà di vendita diretta, somministrazione e ristorazione gestite dai pescatori riuniti in cooperative, così da aiutare la filiera corta e l’attività produttiva.

Federpesca:

Sull’art. 25, riferire la perdita di fatturato al solo mese di aprile rischia di essere penalizzante per quanti hanno fatturato successivamente.

Sia l’articolo 25 che il 222, sembrano finalizzate al rilancio e al ristoro dei danni da epidemia ma il testo deve essere valutato anche alla luce delle somme messe a disposizione del settore pesca. Vogliamo evitare una concorrenza sulle risorse attraverso un clickday. Serve un quadro di riparto tra agricoltura e pesca, altrimenti rischiamo che tutte le risorse siano assorbite dal settore agricolo.

Coldiretti:

Le necessità del settore si sostanziano nella liquidità e nei finanziamenti a fondo perduto, con una spinta verso l’ammodernamento della filiera ed una loro riorganizzazione.

Importante è stato l’articolo 31 sui fondi ismea. Si propone poi l’eventuale estensione dei contributi del personale dipendente per l’anno 2020 anche al settore della pesca.

Una parte importante riguarda poi la semplificazione con l’assegnazione di un plafond di giornate di pesca annue. Il riordino dei titoli professionali e da ultimo la semplificazione burocratica.

Importante poi facilitare le norme per agevolare la vendita diretta.

Unci:

Il mondo della pesca è in una fase drammatica, basti pensare al blocco totale delle marinerie a Palermo e nel resto d’Italia. Siamo in attesa che l’articolo 78 del cura Italia cominci a dare risposte economiche a tutte le imprese di pesca e acquacoltura ferme.

Sull’articolo 222 ancora non sappiamo quanti fondi saranno destinati alla pesca e quanti all’agricoltura.

Chiediamo poi la proroga di tutte le scadenze e la sospensione dei pagamenti. Per un vero rilancio dobbiamo dare opportunità ai lavoratori, pensando ad un futuro nel 2021 con grandi campagne di promozione del Made in Italy e ad un modo diverso di fare il pescatore.

Unicoop:

Non è la quantità del sostegno ma la qualità del sostegno che conta, perché non tutte le realtà e le filiere sono uguali. C’è bisogno di azione equilibrata tra ristoro e ripartenza.

Fondamentale è poi la semplificazione per permettere il rilancio. Bisogna fare in modo che attraverso dei meccanismi di credito all’imposta si diano degli strumenti alle aziende per creare sistema e realizzare la transazione ecologica

Assoittica:

Sull’articolo 25, parametrare il danno solamente sul mese di aprile significa non aver chiara la situazione critica del settore. L’estensione è fondamentale per assicurare la sopravvivenza delle aziende.

In merito all’articolo 222, al fondi destinato ad agricoltura e pesca, i 500 milioni non basterebbero nemmeno unicamente al settore della pesca. È una risorsa minima rispetto al danno subito, serve incrementare il budget moltiplicandolo, perché neppure raddoppiarlo basterebbe.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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