PESCA, COMAGRI SENATO: TROPPE REGOLE E BUROCRAZIA DA UE. PUNTARE AD UN MINISTERO PER LA PESCA.

“Abbiamo lavorato su di un piano pluriennale per la pesca nell’Adriatico, una proposta ambiziosa per tutelare sia il mar Adriatico che i nostri pescatori. Si tratta di un approccio che dà indicazioni e lascia al contempo spazio per vedere come si svilupperanno le proposte e decidere poi in seguito se e come modificarle”, così Renata Briano, in videoconferenza in comagri senato per le audizioni sulla politica europea della pesca.

“Abbiamo lavorato anche ad un piano pluriennale sugli stock nel mediterraneo, facendo squadra perché numerosi sono i compromessi penalizzanti per il nostro paese. Vogliamo promuovere la regionalizzazione con scelte specifiche per ogni mare e garantendo un sistema di deroghe per adottare misure ad hoc. Stiamo inoltre lavorando, ha proseguito Briano, per aumentare i fondi europei per gli affari marittimi che, anche a causa della brexit, prevede una riduzione delle risorse. Importante rimane diminuire la burocrazia e semplificare in Ue, cercheremo comunque di destinare fondi alla piccola pesca, ai giovani, alla pesca ecosostenibile, oltre a lavorare per costituire come in agricoltura dei fondi assicurativi in caso di calamità.”

“Una grande criticità -dichiara l’onorevole Remo Sernagiotto- riguarda l’Europa che regola tutto e troppo. Serve una riflessione attenta sugli stock, con politiche intelligenti che non significa quote e regole asfissianti per i nostri pescatori. Bisogna poi fare attenzione ad un dato, ben il 70% del pesce consumato in Ue non è prodotto in Europa ma da paesi extra Ue che non osservano le nostre stesse regole. Inoltre è vero che la Ue è troppo burocratizzata ma è anche vero che l’Italia manca di un ministero per la pesca, i cui affari invece sono inglobati all’interno del ministero dell’agricoltura. Stando in un angolo, prosegue Sernagiotto, la pesca non avrà mai un peso importante e viene così meno la ricchezza, lo sviluppo e i posti di lavoro che questo settore potrebbe dare”.

“Ci stiamo difendendo bene come sistema paese -dichiara l’onorevole Rosa D’Amato- lavorando compatti e riuscendo a portare nel parlamento europeo le proposte che vengono dal nostro parlamento. È vero, dichiara D’Amato, che è importante difendere gli ecosistemi e tutelare la sostenibilità ma non dobbiamo dimenticare anche l’aspetto socioeconomico. Una criticità importante infatti riguarda il mediterraneo, che viene regolamentato ma a discapito dei nostri redditi con paesi extra ue che non seguono le nostre stesse regole e norme stringenti”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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