PESCA, SCONTRO ITALIA-UE SUI DATI PCPFEDERCOOPESCA: “GAP PARADOSSALE” DI 50MILA POSTI DI LAVORO

tonno-rosso-in-estinzioneI conti non tornano tra la commissione Ue della Pesca e le organizzazioni italiane di settore. Ed è ancora una volta scontro tra Italia e Bruxelles sul settore ittico. Che ha già visto ridursi, negli ultimi dieci anni, del 77 per cento le risorse. E se il commissario Ue alla Pesca Maria Damanaki esulta per una riforma Pcp “sostenibile” e “antispreco”, le organizzazioni ittiche tirano le somme e alzano la voce: “Dalle nostre stime risulta che questa politica recessiva non produrrà in Italia i 37mila posti di lavoro in più previsti dalla Commissione, ma sicuramente 10 o 12 mila lavoratori in meno”, spiega ad AGRICOLAE il direttore generale di Federcoopesca-Confcooperative Gilberto Ferrari. “Stima fatta in base alla riduzione della flotta che si aggira, da qui al 2020, a un 40 per cento in meno”. Vale a dire che tra le stime sull’occupazione di Bruxelles e quelle italiane c’è una differenza di circa 50mila posti di lavoro. “Se questa politica farà perdere cinquemila barche (su un totale di 13.400) entro il 2020 vuol dire che i 15 milioni di tonnellate in più previsti dalle stime europee non saranno pescate in Europa ma saranno di importazione”. Una politica della pesca, quella adottata dall’Europa, che sembra ancora una volta anticiclica. In un momento in cui il mondo della Finanza non sembra credibile ed affidabile – a livello globale – a farne le spese continua ad essere l’economia reale di chi lavora in mare o di chi coltiva la terra. Quell’economia che traduce il lavoro in denaro. Una situazione che, da quanto apprende AGRICOLAE, ha generato anche un qui pro quo tra Paolo De Castro, Giovanni La Via e Guido Milana. “L?Europa continua a guardare con poca attenzione il settore Primario”, insiste Ferrari. “Non riesco ad immaginare quale risultato verrà fuori dal negoziato Feamp. Ci sono sempre meno risorse disponibili in una fase in cui occorrerebbero maggiori investimenti”. Anche perché, conclude il direttore generale di Federcoopesca, “se la politica della pesca, - come affermato da Bruxelles - è improntata al contenimento, come si può affermare che ci saranno 37mila posti di lavoro in più?. E’ un paradosso”.

alm

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