PREZZI CONSUMO, ISTAT: ACCELERANO GLI ALIMENTARI

In aprile, con l’emergenza sanitaria in pieno corso, da una parte il restringersi dell’offerta e della domanda commerciale al dettaglio (concentrate su un minor numero di comparti merceologici), dall’altra il crollo delle quotazioni del petrolio, determinano spinte opposte: inflazionistiche per i prodotti alimentari e deflazionistiche per i Beni energetici. Queste ultime sono prevalse azzerando l’inflazione (non avveniva da ottobre 2016 quando la variazione dell’indice dei prezzi al consumo fu negativa e pari -0,2%); tuttavia, i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, trainati dagli Alimentari non lavorati, accelerano (+2,5%), portandosi a livelli di crescita che non si registravano da febbraio 2017.

Nel mese di aprile, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e una variazione tendenziale nulla (da +0,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare

■ L’azzeramento dell’inflazione è imputabile prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici, che amplificano la loro flessione sia nella componente regolamentata (da -9,4% a -14,1%) sia in quella non regolamentata (da -2,7% a -7,6%); questa dinamica è in parte compensata dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari (da +1,1% a +2,7%), trainata dagli Alimentari non lavorati (+4,3%) e, in misura minore, dalla riduzione della flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%).

■ L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +0,8% a +1,0%, entrambe da +0,7%.

■ L’inflazione acquisita nel 2020 è pari a +0,1% per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.

■ I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano in modo marcato da +1,0% a +2,5%, mentre la crescita di quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto passa da +0,6% a +0,8%.

■ L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,5% su base mensile e dello 0,1% su base annua (come nel mese precedente), confermando la stima preliminare.

■ L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua.

■ Gli indici dei prezzi al consumo di aprile sono stati elaborati nel contesto dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus in Italia, che ha visto prolungarsi la sospensione delle attività di ampi segmenti dell’offerta di beni e servizi di consumo e confermate le misure di limitazione alla mobilità personale e di distanziamento sociale per il contrasto della pandemia. L’impianto dell’indagine sui prezzi al consumo, basato sull’utilizzo di una pluralità di canali per l’acquisizione dei dati, ha consentito di ridurre gli effetti negativi dell’elevato numero di mancate rilevazioni.

LE TIPOLOGIE DI PRODOTTO

L’ulteriore rallentamento dell’indice generale NIC, che vede azzerata l’inflazione nel mese di aprile, è dovuto ai prezzi dei servizi (che decelerano da +0,8% a +0,6%; +0,9% la variazione congiunturale), mentre i prezzi dei beni confermano la loro flessione (-0,4%; -0,6% su base mensile).

La dinamica dei prezzi dei beni è però la sintesi di andamenti contrapposti: quello dei prezzi dei Beni energetici che vedono un marcato accentuarsi delle spinte deflazionistiche (da -5,7% a -9,7%; -6,9% rispetto a marzo) e quello dei prezzi dei Beni alimentari, la cui crescita accelera da +1,1% a +2,7% (+1,2% il congiunturale).

Nello specifico, i prezzi dei Beni energetici regolamentati amplificano ulteriormente la loro flessione da -9,4% a -14,1% (-13,3% su base mensile), per effetto sia dei prezzi dell’Energia elettrica mercato tutelato (che passano da -6,4% a -13,6%, -14,7% in termini congiunturali), sia di quelli del Gas di città e gas naturale (da   -11,2% a -14,5%, -12,4% rispetto a marzo).

Amplificano la loro flessione anche i Beni energetici non regolamentati (da -2,7% a -7,6%, -3,7% su base mensile) per effetto della dinamica di tutte le componenti dell’aggregato: i prezzi del Gasolio per mezzi di trasporto passano da -4,9% a -10,7% in termini tendenziali (-5,4% su base mensile), quelli della Benzina da     -1,3% a -9,0% (-5,1% il congiunturale), i prezzi degli Altri carburanti da -4,3% a -5,3% (-1,3% rispetto a marzo), quelli del Gasolio da riscaldamento da -6,5% a -13,8% (-7,7% il congiunturale) e quelli dell’Energia elettrica mercato libero da -0,9% a -2,4% (+0,4% su base mensile).

Con riferimento ai prezzi dei servizi, il rallentamento su base annua (da +0,8% a +0,6%) è dovuto per lo più al rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti che decelerano, registrando una variazione pari a        -0,3% (da +0,5% di marzo); si precisa, però, che la variazione di questi ultimi è stata per lo più imputata a causa dell’indisponibilità di numerose articolazioni di questa tipologia di servizio, dovuta all’emergenza sanitaria in corso (si veda la sezione “L’emergenza sanitaria Covid-19 e la compilazione degli indici dei prezzi al consumo” della Nota metodologica, alle pagine 19 e 20 della presente Statistica Flash). Nell’ambito dei Servizi relativi ai trasporti è da segnalare un’inversione di tendenza dei prezzi dei Parcheggi, da +0,7% a        -19,3% (-19,8% su base mensile) per effetto della gratuità dei parcheggi pubblici in diversi comuni.

Rallentano anche i prezzi dei Servizi vari da +1,8% a +1,3% (+0,1% il congiunturale), a causa dei prezzi degli Altri servizi finanziari non altrimenti classificati (n.a.c.) la cui variazione tendenziale passa da +7,3% a +4,1% (con una variazione congiunturale pari a zero). Questo rallentamento è spiegato dal confronto con lo stesso mese dello scorso anno quando l’aumento congiunturale dei prezzi di questo aggregato fu pari +3,2%.

Per i beni si segnala un’accelerazione dei prezzi degli Alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi (da +1,5% a +2,9%, +1,0% il congiunturale), trainata dagli Alimentari non lavorati (+4,9%), e dei Beni industriali non energetici (da +0,2% a +0,7%, +1,6% su base mensile), in parte compensata dalla più marcata flessione dei prezzi dell’Energia (da -5,7% a -9,9%, -7,0% il congiunturale).

L’inflazione della componente di fondo, calcolata al netto di energia e alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente da +0,7% a +0,8% e da +0,8% a +1,1%, mentre quella al netto di energia, alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi rimane stabile a +0,6%; in tutti e tre i casi si continua a registrare una crescita superiore a quella riferita all’intero paniere.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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