PSR, RICOTTA (CONFAGRICOLTURA LAZIO): RITARDO COSTA CARISSIMO A IMPRESE AGRICOLE, REGIONE COMINCI A PROGRAMMARE INTERVENTI

“Gli imprenditori agricoli laziali scontano i ritardi del Psr. Il piano di sviluppo rurale 2014-2020 non solo è partito con estremo ritardo, solo a febbraio 2017, ma la maggior parte delle misure sono rimaste solo alla fase istruttoria. Dopo due anni non è stata ancora fatta la graduatoria degli aventi diritto, in particolare per la misura 4.1.1 che riguarda gli investimenti aziendali. Il risultato? Incertezza e gravi problemi per quegli imprenditori che hanno già iniziato ad investire ed ora si trovano nel limbo dell’eterna burocrazia”. Questa la denuncia di Sergio Ricotta, presidente di Confagricoltura Lazio.

“Inoltre – continua il presidente - parte dei fondi è stata inopinatamente dirottata a chiusura del vecchio Psr. Questi ritardi, sottrazione di risorse e confusione pesano gravemente sui bilanci delle aziende agricole. Occorre cominciare a programmare, velocizzando l’iter di assegnazione dei fondi”.

Per superare lo stallo e per evitare che tali criticità si manifestino anche in futuro, è indispensabile, per Confagricoltura Lazio, operare contestualmente e con tempestività sull’attuale programmazione lungo tre linee di intervento. La prima, in particolare per la misura 4.1.1 (dedicata agli investimenti delle imprese), chiudere le istruttorie e garantire una adeguata copertura finanziaria. La seconda riguarda i successivi bandi dell’attuale programmazione comunitaria: occorre rafforzare l’adeguamento al contesto produttivo dei criteri di selezione dei bandi, avviando un processo di semplificazione delle autorizzazioni amministrative presso la Direzione agricoltura. La terza, sul futuro Psr, per il quale si richiede un deciso cambio di rotta individuando un diverso e più efficace sistema per affrontare il problema.

“Con la scadenza così imminente del 31 dicembre – conclude Ricotta – entro la quale i fondi dovranno essere assegnati, è urgente e necessario salvare il salvabile: l’agricoltura è fondamentale per l’economia regionale e le aziende agricole laziali non solo rischiano di perdere decine di milioni di euro di fondi europei del Piano di Sviluppo Rurale, ma anche di non potersi misurare con le altre regioni italiane, dove i Psr sono in fase avanzata di completamento”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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