RAZZANTE: RISVOLTI INASPETTATI DEL ‘NERO’ NELL’ECONOMIA DEL CORONAVIRUS

Il “nero” fa bene, l’economia ne beneficia.

E ora bisogna accoglierlo come un dato, questa volta con intonazione meno deteriore che in passato.

Sfruttamento illegale di manodopera, caporalato, pagamenti non tracciabili (ma quali sono?) vanno ora tollerati.

Questa impressione, corroborata da interviste a uomini di Governo e, da ultimo, al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, stupisce ma, a chi scrive, non più di tanto.

E non perché credo che l’evasione fiscale (il nome tecnico del “nero” ) sia un bene, ma ho sempre sostenuto che si utilizzano armi sbagliate per combatterla, quella vera.

Tali sono le limitazioni all’uso del contante, in questa fase quanto mai sciocche, e la lotteria degli scontrini. Di una gravità che sfiora l’anticostituzionale sono poi le limitazioni alla detraibilità delle spese mediche non saldate con carte di credito.

Ricordo sommessamente che in questo periodo in cui l’inclusione sociale è a dir poco precaria, e i fatti già denunciati giorni fa tramite questa testata si stanno puntualmente verificando, la gente in difficoltà (come diceva una signora disperata intervistata ieri in tv) deve avere in mano subito della moneta per i suoi acquisti. Un decimo degli italiani, circa, non possiede carte di credito, e non vuole e può possederle. Immaginatevi il pagamento di commissioni – ancora elevatissime – da parte di clienti della pasta e di commercianti in difficoltà.

Come ci ricorda la parodia di Fantozzi, “dicesi” evasione fiscale la sottrazione di imponibili e redditi alla tassazione. Un legge del 2000 ne prevede le fattispecie, nessuna caratterizzata dall’uso del contante. La maggior parte dei risultati di servizio della nostra Guardia di Finanza riguardano, meritoriamente, le frodi internazionali, le cosiddette “frodi carosello”, realizzate con società fittizie (possibilmente estere) alle quali si fanno pervenire bonifici (impossibile il contante) a fronte di fatture per operazioni inesistenti (ma le fatture ci sono, ovviamente). Svariati miliardi, e la maggior parte della sottrazione al fisco di patrimoni da tassare non avviene attraverso il contante. Le valigette sono scomode, ci sono mezzi più tecnologici e “risparmiosi”.

Per pagare gli operai giornalieri nel settore agricolo, ad esempio, se anche fossero in regola e non in caso di caporalato, il contante sarebbe l’unica forma, poiché essi non possono, all’evidenza, avere nemmeno un conto in banca.

E il commercio si fonda per lo più sul contante, ma non perché siamo evasori – lì ci vuole il dolo, ricordo appena -, solo per comodità.

E il contante dà psicologicamente il “senso del limite” – ci sono studi accreditati in materia che invito a leggere - , mentre tra le controindicazioni delle carte (strumento, ribadisco, assai comodo ex se’) figura la impossibilità di concentrarsi sul plafond di spesa consentito, che spesso sfocia in utilizzi oltre limite e casi di usura tra le fasce di popolazione meno alfabetizzate finanziariamente.

La nostra evasione fiscale supera i 100 miliari annui, il riciclaggio assai di più. Il fatturato annuo delle mafie si stima in circa 300 miliardi.

Costante aumento in questi ultimi dieci anni, nonostante i vari limiti al contante (innalzati all’attuale dal Governo Renzi). Qualcuno è a conoscenza del fatto che non fare una ricevuta o uno contrino per un caffè non costituisce reato, ma al limite una violazione amministrativa?

A quanto pare, no. E non è una istigazione a delinquere, ma forse quel male necessario di cui molti, più di quelli che pensavo, parlano in questo momento pandemico?

Non si abbassano le difese del sistema finanziando l’economia con urgenza e con meno controlli (la seconda pandemia sarà la nostra burocrazia), anche perché, a posteriori, sono sempre utilizzabili strumenti poderosi di cui il nostro sistema dei controlli grazie al cielo dispone. Ma non sarebbe meglio, a Coronavirus passato, mettere mano ad una riforma fiscale che non consenta a chi non paga imposte di traccheggiare e cavarsela con sanzioni tutto sommato non proporzionate ed efficaci? Soprattutto eliminando i contenziosi temerari che fanno ritardare non poco gli incassi al fisco da parte dei grandi evasori?

Tornando a noi, comunque, piace ricordare che i denari delle mafie non seguono il limite dei trasferimenti a 3000 euro, e tantomeno si adegueranno ai 2000, che – auspicabilmente – si deciderà di non far scattare da luglio prossimo.

Guarda te se dovevamo scomodare (giustamente) ancora Keynes per la ripresa post lock-down. E, soprattutto, il tanto contestato contante, che altro non è che la moneta ufficiale europea, come la Banca centrale, questa volta con merito, ci ha scritto lo scorso 13 dicembre, quando ci ha ricordato che la lotta all’evasione fiscale non può realizzarsi con limitazioni ingiustificate all’utilizzo di moneta ufficiale.

Speriamo di non fare ulteriori figuracce in questo senso.

 

Ranieri Razzante

Docente di Legislazione antiriciclaggio nell’Università di Bologna

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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