RISOLUZIONE, MARZANA M5S CAMERA, SU INIZIATIVE A SOSTEGNO SETTORE AGRUMICOLO NAZIONALE

Atto Camera

Risoluzione conclusiva 8-00049

presentato da

MARZANA Maria

testo di

Mercoledì 13 novembre 2019 in Commissione XIII (Agricoltura)

Risoluzioni 7-00168 Marzana, 7-00237 Gadda, 7-00339 Viviani, 7-00342 Caretta e 7-00348 Spena: Iniziative a sostegno del settore agrumicolo nazionale.

RISOLUZIONE UNITARIA APPROVATA DALLA COMMISSIONE

La XIII Commissione,

premesso che:

il settore agrumicolo rappresenta per il nostro Paese un segmento chiave di qualità dell'intera filiera agricola nazionale;

l'Italia è, ad oggi, il terzo Paese del Mediterraneo per produzione di agrumi e il dodicesimo a livello mondiale;

il comparto rappresenta da solo il 25 per cento circa degli acquisti di frutta per il consumo domestico e costituisce quindi una voce rilevantissima, pari ad un quarto nel panorama frutticolo nazionale;

in base ai dati ISTAT 2018, rielaborati dal Centro per la ricerca in agricoltura (CREA), la superficie coltivata ad agrumi si aggira intorno ai 144.970 ettari con una produzione di 2,63 milioni di tonnellate. L'Italia è il 13o esportatore ed il 10o importatore di agrumi al mondo. Le coltivazioni agrumicole incidono per il 9 per cento sulla produzione lorda vendibile e costituiscono circa il 12 per cento delle superfici coltivate a orto frutta. La Sicilia è la Regione con la maggiore superficie coltivata, con il 62 per cento delle superfici nazionali. Seguono la Calabria con il 24 per cento, la Puglia con il 7 per cento e altre Regioni con il 7 per cento. Questi dati evidenzino come questo comparto sia strategico da un punto di vista produttivo per il nostro Paese;

la grave crisi che interessa il comparto agrumicolo meridionale, in particolare in Sicilia, in Calabria e nel Metapontino, sta compromettendo in modo irreversibile la capacità di impresa degli agricoltori, nonché l'occupazione di migliaia di lavoratori dell'indotto;

tra le cause di quella che si configura come una vera e propria emergenza si evidenziano il susseguirsi di eventi atmosferici avversi, con gelate ed esondazioni che hanno ritardato la maturazione, quando non annullato completamente le rese, e un eccesso di offerta dovuto alla saturazione del mercato con prodotti provenienti dall'estero, in primis Spagna e Marocco, a prezzi estremamente competitivi;

ad oggi moltissimi agricoltori devono fronteggiare non solo l'invenduto, specie con riferimento alle arance, a causa della concorrenza sleale della merce proveniente dall’ estero, dove i costi di produzione sono molto inferiori a quelli italiani ed europei, ma anche l'onere economico di una raccolta che, anche quando venisse collocata sul mercato, genererebbe un introito molto modesto e comunque per nulla compensativo dei costi di produzione;

è evidente, infatti, che gli effetti degli accordi in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli tra l'Unione europea e alcuni Paesi della sponda sud del Mediterraneo impattano fortemente sulle economie agricole delle regioni meridionali, in quanto introducono disposizioni tariffarie e concessioni a tutto vantaggio dei Paesi in questione, le cui crescenti esportazioni verso il sud Europa destabilizzano una già difficile realtà produttiva e di mercato;

in conseguenza di quanto sopra esposto la bilancia commerciale 2017/2018 è negativa, con un disavanzo di 146 milioni di euro tra import ed export;

rilevato che:

il comparto agrumicolo è fortemente in difficoltà anche a causa della diffusione di fitopatie estremamente nocive. In particolare, gli operatori del settore stanno facendo da tempo i conti con il Citrus Tristeza Virus (CTV) quale responsabile di una patologia degli agrumi che viene denominata «Tristeza» che nel nostro Paese è esplosa nel 2002, specie in Sicilia, Calabria e Puglia;

le aree infette ammontano attualmente a 36.000 ettari infetti su 90.000. Si parla di un danno nel biennio 2016-2017 di oltre 800.000 tonnellate di agrumi italiani. Il CREA ha chiarito che ci si trova di fronte alla necessità di impiantare un totale di oltre 15.000.000 di nuove piante resistenti al virus, al costo di 22-25.000 euro l'ettaro;

la «Tristeza» degli agrumi comporta che i nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti;

le aziende del comparto agrumicolo sono, altresì, preoccupate per alcuni potenziali problemi legati al rischio incombente dell'ingresso nell'area mediterranea di fitopatie e parassiti distruttivi, come la «macchia nera» degli agrumi (CBS – Citrus Black Spot) e la malattia di arance, limoni e pompelmi (HLB – Citrus Greening Desease). Se questo si dovesse verificarsi, sarebbe un ulteriore duro colpo alla produzione, che metterebbe seriamente a rischio la sopravvivenza delle aziende agrumicole italiane;

non tutti i Paesi che spediscono i loro prodotti verso il mercato dell'Unione europea sono, infatti, in grado di garantire l'assenza di malattie o di insetti nocivi e di garantire un'adeguata sicurezza fitosanitaria. In particolare sul Citrus Black Spot le segnalazioni nei porti europei sono state superiori ai limiti di sicurezza in più occasioni, su partite provenienti dall'Africa e dai Paesi sudamericani aderenti al Mercosur;

l'agrumicoltura europea corre, quindi, un grave pericolo in quanto i nostri produttori, in caso di contaminazione, non disporrebbero di materiali attivi efficaci per combattere parassiti e malattie che causerebbero perdite milionarie al settore;

altro fattore di assoluta rilevanza, in particolare per il territorio siciliano, è rappresentato dai ripetuti fenomeni eruttivi dell'Etna, In Sicilia orientale, infatti, soprattutto a causa del fenomeno della «cenere lavica» che si deposita sulla buccia dell'arancia, la produzione subisce lesioni e ritardi nella pigmentazione, compromettendo la commercializzazione e creando difficoltà di conferimento all'industria agrumaria;

considerato che:

sulle esportazioni di agrumi italiani incideranno anche i dazi di cui gli Stati Uniti hanno disposto l'applicazione a partire dal 18 ottobre 2019. Infatti sul Federal Register, ovvero la Gazzetta Ufficiale del Governo americano, si può leggere la lista definitiva dei prodotti europei che saranno sottoposti ai dazi aggiuntivi del 25 per cento, nella quale compaiono le clementine, i mandarini, i limoni e succhi, concentrati e non;

stenta a decollare, essenzialmente per mancanza di risorse, il Programma nazionale di certificazione volontaria degli Agrumi gestito dal CREA-OFA, voluto dal Ministero e volto a produrre il primo materiale di propagazione, con controlli fitosanitari e di corrispondenza varietale estremamente severi, al fine di assicurare al settore vivaistico di poter disporre di piante certificate e di elevata qualità;

bisogna quindi adottare iniziative volte a promuovere accordi di qualità con le industrie di trasformazione, puntando sulla qualità del nostro prodotto, e a sostenere il settore agrumicolo, intervenendo in maniera strutturale attraverso una attenta e puntuale programmazione, anche tramite la definizione di un Piano agrumicolo nazionale;

il decreto-legge n. 27 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2019, così detto «Decreto Emergenze», prevede misure per il sostegno del settore agrumicolo, riconoscendo un contributo destinato alla copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore agrumicolo entro la data del 31 dicembre 2018, al fine di contribuire alla ristrutturazione di tale settore nonché uno stanziamento per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione istituzionale da destinare al comparto agrumicolo,

impegna il Governo:

1) a valutare l'opportunità di intervenire presso le competenti sedi unionali al fine di chiedere l'attivazione delle misure di salvaguardia di agli accordi tra l'UE e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli, dei prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca e più in generale a intervenire nella medesima sede per la revisione e l'aggiornamento degli Accordi Euro mediterranei, siglati con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, in considerazione del fatto che tali Accordi provocano gravi perturbazioni al mercato nazionale e segnatamente alle filiere produttive delle Regioni meridionali del nostro Paese;

2) a valutare di proporre, nelle opportune sedi europee, che negli accordi di libero scambio con i Paesi extra Unione europea, nel rispetto del principio di reciprocità, siano adottate misure per rafforzare e promuovere le esportazioni di agrumi italiani in mercati con grandi potenzialità, anche attraverso una strategia volta a individuare e risolvere i principali ostacoli quali, ad esempio, la conformità ai requisiti previsti dai protocolli di intesa relativamente al sistema di lavorazione, condizionamento e conservazione, con particolare riferimento al trattamento a freddo necessario al trasporto via aereo, al fine di salvaguardare il comparto agrumicolo;

3) ad adottare iniziative, in sede europea, dirette a potenziare il sistema dei controlli sui prodotti agrumicoli provenienti da mercati esteri, al fine di:

contrastare fenomeni di concorrenza sleale, realizzati anche attraverso l'uso di prodotti fitosanitari non consentiti in ambito UE e l'utilizzazione di lavoro sottopagato o minorile;

rafforzare la tracciabilità di prodotto, al fine di impedire pratiche di vendita fraudolenta;

contenere i danni di un ingresso involontario di nuovi organismi, rafforzando il controllo fitosanitario alle frontiere, implementando le misure di quarantena e rafforzando i servizi fitosanitari regionali;

spostare l'attenzione anche su altre specie vegetali, comprese le piante ornamentali, in ingresso nel nostro Paese, che possono essere ospiti secondari di patogeni o dei loro vettori;

4) ad attivarsi presso la Commissione europea affinché il comparto agrumicolo sia inserito a pieno titolo tra i settori a favore dei quali saranno attivate le misure necessarie per compensare le perdite che deriveranno dall'imposizione dei dazi statunitensi sui prodotti europei;

5) ad adottare un vero e proprio Piano agrumicolo nazionale, anche utilizzando a tale scopo il Fondo nazionale agrumicolo, adeguatamente rifinanziato, volto a:

a) favorire una vera e diffusa ristrutturazione del comparto agrumicolo attraverso misure volte a favorire e sostenere la produzione non solo di arance, ma anche di clementine, limoni, cedro e bergamotto;

b) attivare un piano straordinario di interventi di contrasto al virus Tristeza, anche attraverso contributi finalizzati a sostenere i costi di forzati espianti e reimpianti e la conversione varietale, e ad adottare misure preventive contro il Mal Secco nonché il diffondersi di nuove fitopatie (Citrus black spot, Greening), anche potenziando le c.d. biofabbriche per la produzione di antagonisti da utilizzare in agrumicoltura e per garantire assistenza tecnica agli agrumicoltori italiani;

c) a prevedere la predisposizione di un programma di rilancio e valorizzazione dei prodotti agrumicoli nazionali al fine di incentivarne il consumo consapevole legato alla loro qualità e agli effetti benefici sulla salute, sia attraverso l'inserimento di agrumi freschi nei distributori automatici siti in strutture pubbliche, quali scuole, ospedali ed enti, sia mediante la realizzazione di campagne nazionali di educazione alimentare, sensibilizzazione e promozione del consumo di agrumi, freschi o trasformati, che mettano anche in evidenza la provenienza italiana;

d) individuare le azioni necessarie per abbattere le diseconomie che incidono sul costo finale del prodotto, anche promuovendo interventi per apportare miglioramenti nel settore della logistica;

e) a prevedere di ammodernare la rete dei sistemi di commercializzazione, anche puntando su servizi innovativi per il rilancio dei mercati ortofrutticoli, tramite la selezione e il miglioramento delle varietà, l'abbattimento degli ostacoli burocratici e aiuti più celeri e mirati destinati al settore;

f) prevedere incentivi per il mantenimento delle colture in questione anche in riferimento alla loro rilevanza in termini naturalistici e di paesaggio, con adeguate iniziative normative a tutela della «bellezza» del patrimonio arboreo come caratteristica dei territori interessati;

g) adottare una specifica campagna di promozione dei prodotti agrumicoli italiani anche in relazione al consumo consapevole e alle qualità per la salute con il coinvolgimento delle scuole;

h) potenziare il «Programma Nazionale di Certificazione Volontaria» degli agrumi, con investimenti sulle strutture esistenti, al fine di renderle efficienti, prevedendo un piano di interventi nel quale i patogeni presenti, anche se non letali o tollerati, vengano gradualmente eliminati;

6) a incrementare le risorse destinate alla ricerca pubblica per la realizzazione di programmi di innovazione varietale, con particolare riferimento al programma «Fast Track», che prevede la collaborazione del Crea con le organizzazioni dei produttori agrumicoli;

7) ad adottare iniziative per rafforzare le misure di contrasto all'utilizzo della manodopera in nero per la raccolta degli agrumi;

8) ad avviare il tavolo partenariale per la definizione di un piano di filiera per il comparto, da inserire nel Piano nazionale agrumicolo nazionale, con lo scopo di imprimere un nuovo impulso al settore, anche attraverso la definizione di una specifica politica del credito in favore delle aziende del comparto agrumicolo e la promozione del confronto con le industrie di trasformazione, alimentare e non, con particolare riferimento alle imprese cosmetiche;

9) ad attuare le misure previste dall'articolo 9 del decreto-legge n. 27 del 2019, convertito dalla legge n. 44 del 2019, che prevede, nel limite complessivo di spesa di 5 milioni di euro, un contributo per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per l'anno 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018, nonché dall'articolo 11 del medesimo decreto-legge, che ha previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione istituzionale da destinare al comparto agrumicolo assieme a quello ovicaprino e olivicolo;

10) a valutare la possibilità di adottare iniziative normative volte a favorire la conversione al metodo di produzione biologica, valutando la possibilità di semplificare e ridurre il periodo di conversione nel quale agli operatori del settore non è consentito vendere il prodotto come biologico, pur essendo gravati da tutti i vincoli e oneri della coltivazione biologica;

11) a porre maggiore attenzione alle conseguenze delle polveri sulle coltivazioni ubicate in prossimità dei vulcani, specie dell'Etna, e a concordare in sede europea iniziative per ricomprendere il danno da contatto con le ceneri vulcaniche tra le avversità assicurabili ovvero tra le calamità che consentono l'accesso al Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004;

12) ad avviare, secondo le modalità già sperimentate nel gennaio 2018, una campagna di ritiro e distribuzione nelle mense scolastiche o agli indigenti delle eccedenze di produzione e degli agrumi rimasti invenduti a causa delle avverse condizioni di mercato, promuovendo anche azioni coordinate con la grande distribuzione organizzata per superare la crisi del settore agrumicolo italiano.

(8-00049) «Marzana, Gadda, Viviani, Caretta, Spena, Bubisutti, Cadeddu, Cassese, Cenni, Ciaburro, Cillis, Cimino, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Del Sesto, Gagnarli, Gallinella, Gastaldi, Golinelli, Guidesi, Incerti, Liuni, Lolini, Lombardo, Loss, Manzato, Martina, Miceli, Navarra, Nevi, Parentela, Pignatone, Portas».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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