SALVINI E DI MAIO DAL COLLE AL VINITALY. CI SARA ANCHE GENTILONI, MA SENZA FIRMA DECRETO COMITATO VINIMARTELLI RICONFERMATO PER LA QUARTA VOLTA. PRONTO GOVERNO CENTRODESTRA CON APPOGGIO ESTERNO DEI RENZIANI “RESPONSABILI”

comitato vini

Bagarre sul Comitato Vini. Gentiloni non vuole firmare decreto con nomine e si presenta al Vinitaly a mani vuote. Presenti anche Salvini e Di Maio

Dal Quirinale a Vinitaly. Mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende qualche giorno per riflettere alla ricerca di un governo “nelle sue piene funzioni” – senza che si sia fatto un passo avanti dall’ultimo incontro - i leader dei partiti vincitori Luigi Di Maio e Matteo Salvini si ritroveranno a Verona in occasione del Vinitaly. (Salvini all'inaugurazione e Di Maio intorno alle 16). Una situazione di stallo che vede Salvini strizzare l’occhio a Di Maio. Una scelta incompatibile però con la sopravvivenza dello stesso CentroDestra dato che Di Maio non vuole Berlusconi e Berlusconi non vuole Di Maio. Anzi: quest’ultimo spera in “un appoggio esterno di parlamentari responsabili”. Che, da quanto apprende AGRICOLAE, potrebbero essere i renziani doc. E l’ex segretario del Pd passerebbe così al Misto in attesa di costituire un suo partito alla Macron svolgendo il ruolo che Denis Verdini ha svolto in tutta la passata legislatura: l’ago della bilancia nelle decisioni importanti alla Camera e al Senato.

E Paolo Gentiloni? Anche lui presente al Vinitaly, ma a mani vuote. Infatti, sempre da quanto apprende AGRICOLAE, sembrerebbe che non voglia firmare il decreto per il rinnovo del Comitato Italiano Vini, chiesto a gran voce da tutta la filiera del vino che si troverà a Verona proprio in quei giorni.

Sul Comitato Italiano Vini, importante organo all’interno dello stesso ministero delle Politiche agricole, che esprime il proprio parere su ogni questione relativa al settore vitivinicolo con particolare riferimento ai disciplinari di produzione relativi ai prodotti con denominazione di origine e con indicazione geografica, è in atto un vero e proprio pasticcio. Infatti Maurizio Martina ha dato le dimissioni, all’improvviso, senza preoccuparsi di firmare il decreto pronto da due mesi sul suo tavolo e Andrea Olivero, il viceministro, fino a due settimane fa non aveva le deleghe da Gentiloni per poter chiudere la partita. Ora il premier ha firmato le deleghe ma di firmare il decreto di nomina non ci pensa proprio.

Ma non è solo questo: al ministero di via Venti Settembre sembra che nessuno si voglia prendere la briga di mettere nero su bianco i nomi già decisi in termini di indirizzo politico all’epoca di Martina. La soluzione si sarebbe trovata riconfermando in tutto e per tutto i membri degli anni passati: con Giuseppe Martelli presidente, “tanto per non sbagliare” dicono dal ministero fonti interne.

Gli unici, dei 18 membri che costituiscono il Comitato, a uscire fuori sarebbero per incompatibilità Giuseppe Liberatore e Domenico Bosco.

Ma Martelli, sarebbe così alla quarta nomina: nel 2008 è stato nominato infatti presidente dal ministro Luca Zaia, per poi essere riconfermato nel 2011 dal ministro Mario Catania e infine dal ministro Maurizio Martina. Potrebbe sembrare una proroga, ma non lo è dato che alcuni membri non sono gli stessi.

Un pasticcio – l’ennesimo del ministero in questi ultimi anni per quanto riguarda il mondo del vino – da cui sembra non si riesca ad uscire. E Gentiloni si presenterà al Vinitaly a mani vuote davanti alla filiera.

Per saperne di più:

GOVERNO, SI PROFILA CENTRODESTRA CON 40 PARLAMENTARI RENZIANI IN APPOGGIO ESTERNO. RENZI POTREBBE PASSARE AL MISTO IN ATTESA DI FORMARE NUOVO PARTITO

A un mese dalle elezioni sono iniziate le consultazioni. I presidenti di Camera e Senato sono stati al Colle per dare il via all'iter che vedrà i vari leader salire al Quirinale per verificare le possibilità di governo. Luigi Di Maio si dice pronto per fare un "contratto" di governo - al fine di portare a termine alcuni punti - con la Lega di Matteo Salvini oppure con il Partito Democratico, attualmente, di Martina. A condizione che non ci sia Berlusconi da una parte o Renzi dall'altra.

Da quanto apprende AGRICOLAE però da fonti del Quirinale, sembrerebbe che l'ipotesi più accreditata sia quella di un accordo del CentroDestra con Matteo Renzi, che darebbe un appoggio esterno con 40 parlamentari (non più 61 come si era previsto fino a qualche giorno fa) in cambio di tre ministri tecnici (non più 5 viceministri e 6 sottosegretari come concordato tre settimane fa).

Un'operazione che porterebbe - sempre da quanto si apprende - l'ex segretario Pd a transitare prima nel Gruppo Misto (al Senato dove è stato eletto, per regolamento, è obbligatorio) per poi formare un partito suo.

Il governo 'tutti dentro' sembrerebbe sempre più lontano per lascaire quindi spazio all'ipotesi che sembrerebbe avere il placet di Giorgio Napolitano.

Rimane l'incognita relativa alla tempistica: infatti non è escluso che si aspetti le elezioni in Molise il prossimo 22 aprile e in Friuli Venezia Giulia il prossimo 29 aprile per avere contezza sulle nuove dinamiche di voto con la Lega e il Movimento Cinque Stelle in ascesa (la prima intorno al 19% e il secondo tra il 32,66-34%) e il Pd e Forza Italia in calo.

Per saperne di più:

GOVERNO, IN PISTA DUE OPZIONI: IL ‘TUTTI DENTRO’ CON GENTILONI PREMIER O L’APPOGGIO ESTERNO DI 61 RENZIANI A CENTRODESTRA. MENTRE FRANCIA E INGHILTERRA GUARDANO. ECCO TUTTI GLI STEP ISTITUZIONALI

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