TERZO SETTORE, ALLEANZA COOPERATIVE: ECCO PERCHE SOSTENIAMO LA RIFORMA. GARDINI, BOSCHI, LUSETTI E BOBBA

«La riforma del Terzo settore rappresenta un passo storico. Una opportunità di sviluppo e di regolamentazione di un comparto fondamentale negli assetti sociali ed economici del paese. Era un mondo che necessitava di filtri e controlli per i troppi limbi e le aree grigie non monitorate. La riforma ha, quindi, il grande merito di disciplinare un settore che ha davanti a sé praterie di crescita e di mercato, perché in tutti gli ambiti del welfare c’è grande richiesta di servizi.

Un ringraziamento, dunque, non di rito, ma sincero al governo e agli uffici che sono stati gli artefici di un grande lavoro e di una serie di correttivi fondamentali per la buona riuscita della riforma che ha l’ambizione di coniugare il riordino e lo sviluppo del Terzo settore, con la necessità di rispettare alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento».

Dal welfare nuove opportunità di crescita e di occupazione per i giovani

«Riteniamo che il Paese abbia un grande bisogno di imprese che svolgano una funzione sociale, soddisfacendo i bisogni della comunità, coinvolgendo le persone nei processi economici ed esercitando, senza intenti speculativi, attività di interesse generale. La riforma del Terzo settore può rappresentare, quindi, un passaggio storicamente rilevante anche sotto il profilo delle opportunità di sviluppo.

Le trasformazioni del welfare, il moltiplicarsi dei bisogni, i nuovi problemi di coesione sociale e di territorio, la necessità di far crescere i tassi di occupazione sono sotto gli occhi di tutti. Così le difficoltà di coinvolgimento e inserimento dei giovani, nonostante lo sforzo profuso in questi anni dal Governo.

Non vi è quindi alcun dubbio che la riforma del Terzo settore possa dare una risposta là dove vi è una domanda, una richiesta, un fermento. Nella nostra realtà nazionale è un valore creare le condizioni politiche e normative per rendere effettivo quel potenziale di mobilitazione giovanile e, più in generale, di risorse umane, che sono le materie prime di ogni Paese. Lo sviluppo passa dalla scelta di coinvolgere i giovani, perché possano misurarsi, costruirsi un futuro, vedere un ritorno positivo del loro investimento personale e imprenditoriale».

Dove intervenire per migliorare la riforma

«I prossimi passi sono decisivi per sciogliere alcuni nodi nei provvedimenti attuativi. Tra questi assumono importanza cruciale sia le linee guida ministeriali in tema di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti, sia i decreti attuativi del sistema di vigilanza dell’impresa sociale».

Vigilanza e legalità: no a finte imprese sociali che creano danni e delusioni

«La valutazione dell’impianto complessivo è molto positiva, ma ci sono ancora alcuni aspetti che attendono di essere limati attraverso l’attuazione dei decreti attuativi. Ad esempio vigilare affinché, attratti da condizioni di favore e da nuove possibilità di sviluppo, qualcuno si travesta da “imprenditore sociale”, senza averne le caratteristiche più autentiche.  Dunque, bene la riforma purché possa essere declinata al meglio e senza finte imprese o imprenditori sociali che si infiltrino nel mercato come moneta cattiva che scaccia la buona o peggio come un cavallo di Troia.

È necessario calibrare bene il taglio della revisione relativa alla qualifica di impresa sociale, ci riferiamo a quelle non cooperative, così come vanno monitorati il reale coinvolgimento dei lavoratori, come previsto dalla normativa, e l’utilizzo effettivo dei volontari. Il movimento cooperativo, da questo punto di vista, è molto più avanti perché ha consolidato un’esperienza strutturata degli istituti revisionali».

 

Alcuni numeri sull’Alleanza

L’Alleanza delle Cooperative, associa 39.500 imprese che rappresentano l’8% del PIL, danno lavoro a 1.150.000 persone, fatturano 150 miliardi di euro e associano oltre 12.000.000 di persone:

Nelle cooperative il 58% delle persone occupate sono donne e rappresentano il 25% della governance.

Un italiano su cinque è socio di cooperativa.

Uno su tre acquista nelle cooperative.

Un italiano su otto utilizza annualmente i servizi di welfare erogati da cooperative sociali e sanitarie.

TERZO SETTORE, GARDINI: RIFORMA È PASSO STORICO E OPPORTUNITÀ SVILUPPO

La riforma del terzo settore rappresenta un passo storico. Una opportunità di sviluppo e di regolamentazione di un comparto fondamentale per l'economia italiana, e che necessitava di filtri e controlli. Queste le parole di Maurizio Gardini, presidente alleanza cooperative italiane, nel corso della conferenza sulla riforma del terzo settore.

Il paese -ha proseguito Gardini- ha bisogno di imprese che svolgano anche una funzione sociale, coinvolgendo le persone e soddisfacendo i bisogni della comunità, e la riforma del terzo settore può rappresentare un passaggio storicamente rilevante anche sotto il profilo delle opportunità di sviluppo.

Lo sviluppo passa dalla scelta di coinvolgere i giovani, e nel nostro paese è fondamentale creare le condizioni politiche e normative per rendere effettivo questo potenziale.

È necessario -ha concluso Gardini-vigilare affinché non si infiltrino nel mercato finte imprese o finti imprenditori sociali attratti dalle condizioni di favore e dalle nuove possibilità di sviluppo. Ma il movimento cooperativo è molto avanti in questo perché ha consolidato un'esperienza strutturata degli istituti revisionali.

TERZO SETTORE, BOSCHI: BENE GARDINI. PER GOVERNO SETTORE FONDAMENTALE

Nel corso della conferenza sulla riforma del terzo settore ha preso parola il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Maria Elena Boschi. Queste le sue dichiarazioni.Ringrazio per il supporto e la collaborazione dell'Alleanza. La riforma del terzo settore ha impegnato continuativamente il governo per anni, dal 2014 con Renzi fino al governo Gentiloni. Nel nostro percorso abbiamo incontrato non pochi ostacoli da parte dell'opposizione, facendo ostruzione su una riforma che era fondamentale per il nostro paese e gettando pregiudizi sul mondo della cooperazione.

È fondamentale isolare le mele marce e saper distinguere chi lavora correttamente da chi invece lavora male, ma -ha aggiunto la Boschi- non è possibile gettare discredito sull'intero mondo cooperativo, le quali hanno sempre garantito un valore culturale, oltre che un valore aggiunto per il paese. Quello della cooperazione è un lavoro da sostenere e proseguire, innovandolo e rendendolo sempre più attuale.

Abbiamo davanti una sfida nuova -ha dichiarato il sottosegretario Boschi- e accolgo con favore le parole del presidente Gardini, e la disponibilità a lavorare con le imprese sociali per sostenerci a vicenda. È una sfida ampia e ambiziosa questa riforma, ma che contiene in sè già le risposte e le domande che verranno poste in futuro dai cittadini. Si tratta di un lavoro che non è ancora finito ma siamo sulla buona strada, serve collaborare per la buona riuscita della riforma.

I governi Renzi e Gentiloni hanno considerato e considerano tuttora fondamentale il terzo settore, non solo a parole ma dimostrandolo coi fatti.

Pubblico e privato, finanza ed etica -ha concluso la Boschi- sono le sfide che vogliamo vincere, perché sappiamo che rappresentano un binomio vincente.

TERZO SETTORE, LUSETTI (ALLEANZA COOPERATIVE): AUTONOMIA DALLA POLITICA MA NON DISTACCO

L' Alleanza delle cooperative si caratterizza per l'autonomia dalla politica, che non significa distacco da quel mondo, bensì un rapporto maturo con le istituzioni. Così Mauro Lusetti, copresidente Alleanza cooperative italiane, nel corso del confronto sul terzo settore svoltosi a Roma. L'Italia ha bisogno di buona politica e dei partiti, ma anche di enti intermedi capaci di dialogare tra cittadino e istituzioni.

Non abbiamo mai assunto un atteggiamento elitario o di arroccamento -ha proseguito Lusetti - ma abbiamo sempre voluto sottolineare la nostra biodiversità come elemento distintivo di fare impresa. I valori della cooperazione li viviamo quotidianamente, sia nei rapporti coi nostri soci sia nelle azioni che svolgiamo ogni giorno nel paese.

Le opportunità di crescita sociale e di lavorare costruendo per le generazioni future sono i valori che ci contraddistinguono -ha concluso Lusetti- e che ci permettono di dialogare equilibratamente con le istituzioni.

TERZO SETTORE, BOBBA: NORME PROMOZIONALI CHE NON IMBRIGLIANO SETTORE

Il cuore della riforma è nel fatto che le norme più importanti sono norme promozionali, non si tratta quindi di una riforma che vuole legare e imbrigliare. Così il sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba. Le norme di carattere promozionale sono il vero significato di questa riforma, ma servono soggetti volti a questo cambiamento e all'innovazione. Alcuni esempi di norme promozionali che abbiamo inserito nella riforma consistono nel fatto che abbiamo ampliato il campo di attività per le imprese sociali, la possibilità di governance condivisa, le domande per il fondo di garanzia, la norma del social bonus che assegna un immobile alle associazioni che intendono valorizzare quel dato patrimonio. Servono soggetti -ha proseguito Bobba- sia di enti pubblici che di enti intermedi, che rendano concreto quanto abbiamo sancito in questa riforma.

Vi è stato un atteggiamento cooperativo tra parti sociali e governo, il quale ha portato a questa importante riforma. Abbiamo dimostrato che si può costruire e lavorare bene insieme.

Il compito delle regioni sarà quello di gestire i temi dell'accessibilità e della trasparenza, il quale ha ancora zone opache e grigie.

Ci attendiamo indicatori semplici da questa riforma, che rispondano ad alcune domande ed attese. Avremo cioè alla fine costruito un ecosistema più favorevole all'impegno sociale? Crescerà in modo più formato e strutturato, in grado di interpretare i nuovi bisogni? Saremo in grado di inserire sempre più giovani nel civile? Queste alcune delle domande da cui ci attendiamo altrettante risposte positive.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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