UE ‘BACCHETTA’ AGEA E ‘TAGLIA’ 550 MLN DI EURO ALL’ITALIA: INADEMPIENZA E CARENZA CONTROLLI. TUTTA LA DOCUMENTAZIONE UE

L’Europa rettifica il budget destinato all’agricoltura del made in Italy e ‘taglia’ 550 milioni a causa di una serie di carenze (evidenziate per Agea) che si sono perpetrate negli anni e che – nonostante i continui rilievi – non sono state ancora sanate. Anzi, spiega la Dg Agri nella documentazione di cui AGRICOLAE è venuta in possesso e che allega in PDF, "provocano continui interventi che sottraggono risorse ai beneficiari". In sostanza, la Commissione Europea, a seguito dei previsti controlli sui contributi erogati da Agea nei solo mesi di marzo- giugno 2018, ha proceduto a una rettifica finanziaria pari ad oltre mezzo miliardo di euro.

La verifica di conformità a norma dell’articolo 52 del regolamento europeo 1306/2013 sul regime di aiuti per superficie fa emergere l’incapacità dell’Italia a usare le risorse europee. E ora, dopo gli scambi di missive e gli incontri tra Bruxelles e il Ministero delle Politiche agricole del 15 11 2016, del 17 02 2017, del 25 04 2017, del 16 05 2017, del 9 05 2017, del 27 06 2017, del 27 06 2017, del 18 07 2017 e del 28 09 2017, ora arriva la comunicazione formale della Dg Agri alla rappresentanza italiana in Unione Europea nella persona di Maurizio Massari e ad Agea nella persona della direttrice Silvia Lorenzini.

Nel testo la Commissione Ue – si legge – “ribadisce la propria posizione secondo cui, negli atti di domanda 2015 e 2016 l’attuazione del regime di aiuti diretti per superficie nell’ambito del FEAGA non è stata conforme alla normativa Ue”.

E la Dg Agri propone per questo “di escludere dal finanziamento dell’Ue un importo di oltre 360 milioni di euro”.

Secondo la Direzione Agricoltura “l’inadempienza costituisce una carenza in un controllo essenziale che incide sulla popolazione che avrebbe dovuto essere coperta dagli articoli 28 e 29 del regolamento 809/2014 e dall’articolo 5 del regolamento 640/2014”. E ribadisce di “non condividere l’interpretazione italiana”.

La Dg Agri rileva infatti che l’analisi per gli organismi pagatori che, secondo le autorità italiane, non sono stati interessati dalla carenza non può essere considerata soddisfacente; che non sono pervenute informazioni da Oplo; che i calcoli per APPAG non sembrano comprendere tutti i pagamenti diretti per superficie del Feaga interessati; i calcoli per AGREA, APPAG e ARPEA non sembrano comprendere una quantificazione corretta delle sanzioni amministrative. E l’audit ha accertato “carenze sistematiche nella valutazione della superficie massima ammissibile per i prati permanenti”. Questo si traduce in conseguenze sulla fissazione del numero corretto dei diritti all’aiuto nella prima assegnazione degli stessi come previsto dall’articolo 24, paragrafo 2 del regolamento 1307/2013 “per cui le autorità italiane non hanno fornito alcun calcolo”. La Dg Agri resta del parere che “il mancato rispetto del livello minimo di controlli in loco costituisce una carenza nel funzionamento del controllo essenziale ovvero l’esecuzione di controlli in loco. Ma c’è di più: La Dg Agri rileva “che le informazioni sulla superficie dichiarata come prato permanente per il 2016 e il 2017 non sono ancora state ricevute”. Quindi l’inesistenza del livello di pascolo permanente del SIPA impedisce l’adeguato controllo del pagamento di inverdimento”. Inoltre la procedura per il calcolo dell’aiuto comprese riduzioni e sanzioni amministrative non è risultata conforme al disposto dell’articolo 18 e dell’articolo 19 del regolamento 640/2014 per l’anno di domanda 2015.

Agli oltre 360 milioni di euro destinati a ‘rettifica’ a causa della carenza dei controlli da parte di Agea e dei ritardi nel trasmettere i documenti, si vanno ad aggiungere altri 93 milioni di euro a causa “del mancato rispetto dei termini di pagamento, superamento dei massimali e prelievi. “L’importo finale da confermare e rettificare – nella decisione di liquidazione dei conti scrive ancora la Dg Agri – è pari a 93.059.323,84 euro.

Bruxelles bacchetta Agea con osservazioni relative alla liquidazione finanziaria. “È estremamente importante – scrive – che alle raccomandazioni di media importanza indicate nella sezione 1.9 della relazione di certificazione la cui attuazione è attesa da anni, sia dato seguito senza ulteriori indugi”. Per la direzione Agricoltura “le motivazioni addotte dall’organismo pagatore non sono sufficienti”. E non solo “dovrà garantire che i controlli siano effettuati nei tempi previsti affinché sia possibile presentare una relazione completa e definitiva delle statistiche di controllo entro i termini regolamentari” ma “dovrebbe coprire quanto prima il posto di responsabile del controllo che è vacante da aprile 2015”.

Oltre alla carenza nella verifica dello stato dell’agricoltore in attività: “le autorità italiane hanno fallito nel dimostrare che le procedure erano effettive per l’individuazione dell’agricoltori non-attivo". E chiede indietro un importo pari a 78 milioni e 286mila euro.

E come si fa con un bambino che non a scuola non si impegna, Bruxelles scrive che “la Dg Agri ritiene che le misure correttive come il recupero degli importi connessi a errori, siano necessarie per garantire che simili errori non si ripetano in futuro”.

Nel frattempo fioccano le interrogazioni parlamentari sulla gara di affidamento a Sin in pieno stallo.

Qui di seguito Agricolae allega la documentazione europea:

LETTERA DG AGRI A RAPPRESENTANZA ITALIANA 01

LETTERA DG AGRI A RAPPRESENTANZA ITALIANA 02

LETTERA DG AGRI 03

LETTERA DG AGRI 04

Era stato già scritto:

PSR FEASR 2007-2013, BRUXELLES BOCCIA ITALIA (LA PEGGIORE DI TUTTI). E NON PAGA 1MLD E 700MILIONI DI EURO PER “ERRORI RILEVANTI”. ECCO LA TABELLA, LA BOZZA DI DECISIONE UE E LA SINTESI. CON TUTTE LE MOTIVAZIONI

carta-straccia-intL’Unione europea ha deciso di non liquidare all’Italia (tramite l’Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura) i conti del Psr Feasr 2007/2013 per un totale di un miliardo e 700milioni di euro. Molti paesi cui sono stati contestati i fondi dello Sviluppo rurale, ma nessuno come l’Italia. Peggiore della classe. In pratica no riusciamo a spendere i soldi dell’Unione europea.

La decisione che ha portato Bruxelles a stralciare i conti dell'organismo pagatore IT01 (AGEA) è dovuta – da quanto apprende AGRICOLAE - che riporta a piè di pagina i link e al sito dell’Agenzia www.agricolae.eu i documenti integrali ed originali - per la presenza di problemi di conformità e ritardi nell'attuazione di un piano d'azione volto ad ovviare alle carenze nei controlli essenziali sul rispetto dei criteri di riconoscimento. In pratica i conti FEASR dell'organismo pagatore IT26 (ARCEA) sono stralciati per la presenza di “errori rilevanti”. Il saldo finale dei programmi 2007IT06RAT001, 2007IT06RPO001, 2007IT06RPO004, 2007IT06RPO005, 2007IT06RPO006, 2007IT06RPO008, 2007IT06RPO012, 2007IT06RPO013, 2007IT06RPO015, 2007IT06RPO016, 2007IT06RPO017, 2007IT06RPO019, 2007IT06RPO020 e 2007IT06RPO021 del FEASR 2007-2013 dell'organismo pagatore IT01 (AGEA) – si legge a pagina 13 dell’allegato di sintesi della Commissione - non ha potuto essere pagato in quanto i conti annuali del FEASR per l'ultimo esercizio di attuazione (16.10.2014-31.12.2015) non sono stati liquidati. E non solo: non è stato liquidato neppure il saldo finale del programma 2007IT06RPO018 del FEASR 2007-2013 dell'organismo pagatore IT26 (ARCEA).

In pratica i conti dell'organismo pagatore IT01 (AGEA) sono stralciati per la presenza di problemi di conformità e ritardi nell'attuazione di un piano d'azione volto ad ovviare alle carenze nei controlli essenziali sul rispetto dei criteri di riconoscimento" (in questo caso si parla di criteri di riconoscimento dello status di Organismo Pagatore).

Analoga situazione per l'Organismo Pagatore della Calabria "ARCEA" per un importo di Euro 174.500.000 ca. (di fatto ARCEA è un'appendice di AGEA).

I conti dell'organismo pagatore IT01 (AGEA) sono stralciati per la presenza di problemi di conformità e ritardi nell'attuazione di un piano d'azione volto ad ovviare alle carenze nei controlli essenziali sul rispetto dei criteri di riconoscimento. Mentre i conti FEASR dell'organismo pagatore IT26 (ARCEA) sono stralciati per la presenza di errori rilevanti.

I conti del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sono liquidati ogni anno con procedura contabile prevista dall'articolo 51 del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e dall'articolo 30 del regolamento di esecuzione (UE) n. 908/2014 della Commissione.

A norma dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'articolo 41 del regolamento delegato (UE) n. 907/2014 della Commissione e dell'articolo 71 del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, nell'ultimo esercizio di attuazione i conti annuali devono essere presentati alla Commissione entro i sei mesi successivi al termine ultimo di ammissibilità di cui all'articolo 65, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, e riguardano le spese effettuate dall'organismo pagatore riconosciuto fino al termine ultimo di ammissibilità delle spese (31.12.2015).

Il calcolo e il pagamento del saldo finale di ciascun programma FEASR è effettuato in base ai conti annuali per tutti gli esercizi finanziari successivi (2007-2015) e alle corrispondenti decisioni di liquidazione dei conti. In alcuni casi, i conti annuali dell'ultimo esercizio di attuazione o degli esercizi precedenti sono stralciati, pertanto non sono proposti per la liquidazione entro il 31 dicembre 2016 e, di conseguenza, il saldo finale non può essere pagato.

Gli obiettivi della liquidazione dei conti sono i seguenti:

• liquidare i conti degli organismi pagatori per l'ultimo esercizio di attuazione (16.10.2014-31.12.2015) e determinare l'importo delle spese effettuate in ciascuno Stato membro nello stesso periodo e imputabili al FEASR in base ai conti di cui all'articolo 29 del regolamento di esecuzione (UE) n. 908/2014;

• fornire informazioni sul saldo finale da versare per ciascun programma FEASR 2007-2013 a condizione che i conti siano stati liquidati per l'ultimo esercizio di attuazione e per gli esercizi precedenti.

La decisione riguarda la liquidazione dell'ultimo esercizio di attuazione (16.10.2014-31.12.2015) per il periodo di programmazione 2007-2013 del FEASR. Ma lascia impregiudicata l'adozione di decisioni successive, nell'ambito della procedura di verifica di conformità, intese ad escludere dal finanziamento dell'Unione le spese eseguite in modo non conforme alle norme dell'Unione.

Male anche la Francia cui non sono stati liquidati 7 466 301,22 euro + 890 929 071,93 euro; la Spagna cui non sono stati liquidati 21 998 454,18 euro; la Germania, (4 692 609,96 euro); il Belgio (25 836 280,97 euro); la Bulgaria (che dovrà rinunciare a 788 244 802,16); la Romania ( a cui non verranno liquidati 1 766 846 548,18 euro del RO01: Organismo pagatore per lo sviluppo rurale e la pesca (PARDF). Ma nessuno come l’Italia (1 718 130 019,36 del IT01: Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura + 174 553 404,78 del IT26: Agenzia della regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura.

Qui di seguito Agricolae pubblica in anteprima i documenti europei e la bozza di decisione

BOZZA DECISIONE UE AGRI-2016-80280-00-00-IT-TRA-00

Relazione di sintesi AGRI-2016-80280-02-03-IT-TRA-00-3

Allegato bozza decisione di esecuzione AGRI-2016-80280-01-02-IT-TRA-00

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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