UNCI AGROALIMENTARE, IL CIBO SPRECATO È CIBO RUBATO AI POVERI

o scorso 28 marzo, presso la Camera di Commercio di Matera, si è tenuto il convegno “Anno del Cibo italiano nel mondo: dalle filiere ai distretti del cibo per il made in Italy”. L’evento, programmato nell’ambito delle iniziative per l’“Anno del Cibo Italiano”, proclamato dai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo per tutto il 2018, è stato organizzato dal Mipaaf, dalla Regione Basilicata e Agrocepi, in collaborazione con l’Ordine dei tecnologi alimentari. L’iniziativa si inserisce nell'ambito della valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo, ma anche della promozione, in termini turistici, dei paesaggi rurali storici, al fine di promuovere e coinvolgere le filiere. Al convegno, che ha visto anche la partecipazione di UNCI Agroalimentare, è intervenuto il presidente Gennaro Scognamiglio che, approfittando della presenza del dott. Apolito in rappresentanza del Mipaaf e di esponenti delle istituzioni regionali, ha auspicato la messa in opera di interventi mirati allo sviluppo e alla crescita delle filiere agroalimentari e delle aree nelle quali esse ricadono con positive ripercussioni sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sul turismo eno-gastronomico. Scognamiglio, nel ricordare che la storia dell’Unci affonda le proprie radici nella dottrina sociale della Chiesa e si rifà ai più profondi valori della cooperazione sociale e alle idealità collegate tra loro all’insegna della valorizzazione delle persone, ha sottolineato come la Legge sugli sprechi alimentari costituisca ad oggi una legge all’avanguardia. La normativa, infatti, incentiva il riuso, e la donazione delle eccedenze alimentari, tramite semplificazioni burocratiche, e sgravi fiscali e bonus per i donatori, siano essi privati cittadini, attività commerciali, enti pubblici.  Quindi l’auspicio di Scognamiglio di rendere questo Convegno "itinerante" non solo con l'intento di promuovere i territori e dunque i prodotti di eccellenza dell'Italia, ma anche per cercare di sostenere un'Agricoltura che si ponga sempre di più come industria ecocompatibile. Dunque, ha ribadito il presidente di Unci Agroalimentare, un’occasione da non perdere che, all’insegna dello slogan “Coltiviamo il futuro”, possa diventare elemento di certezza per i giovani ma anche punto di riferimento culturale. Il “Cibo”, ha infatti ricordato Scognamiglio, non è solo il prodotto finale del duro lavoro dei nostri Agricoltori e Pescatori ma soprattutto una parte integrante di quell’immenso patrimonio di tradizioni, di storia e di cultura che è la nostra “Dieta Mediterranea”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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