UOVA, COMAGRI CAMERA. ASSOAVI E UNAITALIA: INDICAZIONE PAESE D’ORIGINE A TUTELA CONSUMATORI E PRODUZIONI NAZIONALI. INTERVENIRE A LIVELLO COMUNITARIO

“Il codice alfanumerico da solo non basta, l’indicazione del paese d’origine sulla confezione delle uova invece rappresenta un elemento di chiarezza e trasparenza” ha dichiarato il direttore di Assoavi Stefano Gagliardi, in comagri camera, nell’ambito delle discussioni in materia di marchiatura delle uova.

“Siamo inoltre favorevoli a indicare sui prodotti finiti l’origine delle uova utilizzate. È questa una speranza difficile perché bisognerebbe intervenire a livello comunitario in maniera forte e decisa. Siamo poi favorevoli, ha proseguito Gagliardi, che la modifica richiesta venga proposta in Europa e adottata da tutti i paesi membri, viceversa avremo un impatto solo nazionale che genererà confusione e oneri ai soli produttori nazionali. A Bruxelles abbiamo comunque intravisto uno spiraglio, con l’avvio del percorso di revisione della normativa sulla commercializzazione di carne di pollame e uova. Possiamo inserirci in questo dibattito per chiedere una modifica del regolamento comunitario.

Nessuna obiezione, ha proseguito Gagliardi, sull’estensione dell’esenzione di marchiatura da 50 a 100 capi. Quello che chiediamo è l’aumento dei controlli, perché chi sbaglia deve pagare. Fortunatamente sono una percentuale minima le uova non in regola, a conferma che i controlli e la tracciabilità funzionano. Bisogna però intervenire a livello comunitario, affinché in Ue siano adottate regole comuni e uniformi per non discriminare le filiere dei vari paesi.”

“La timbratura obbligatoria negli allevamenti è qualificante e fondamentale per la tutela dei consumatori e delle produzioni nazionali”, così il presidente di Unaitalia Ruggero Moretti in comagri camera.

“Maggiore tracciabilità infatti significa maggiore sicurezza alimentare. La deroga alla timbratura deve essere eliminata, per evitare il rischio che possano entrare uova da paesi terzi o Stati membri. Sulla timbratura, ha proseguito Moretti, si tratta di costi assolutamente sostenibili per l’azienda e l’allevatore, a fronte di una migliore immagine del prodotto e di maggiori garanzie al consumatore. Siamo inoltre favorevoli alla richiesta di forme incentivanti per l’acquisto di macchinari per la stampigliatura negli allevamenti e riteniamo giuste le deroghe per le piccole produzioni, per via del rapporto diretto che hanno col consumatore.

Auspichiamo infine l’indicazione del paese d’origine sull’imballatura delle uova, che significherebbe anche tutela delle produzioni nazionali”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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