VINITALY, GIOVANNI MANTOVANI, DG VERONAFIERE SPA: MOLTE NEW ENTRY DA PAESI STRANIERI

Vinitaly è sempre più business. In quale direzione si sta muovendo Veronafiere?

Il lavoro più importante che stiamo facendo, è quello che non si vede. Parlo dei molti programmi che stiamo sviluppando per la profilazione e selezione dei visitatori professionali e dei media. È uno dei piani strategici attuati con la digital innovation del piano industriale di Veronafiere. spiega Giovanni Mantovani, Dg Veronafiere Spa.  Tra questi, un progetto ben visibile invece per gli espositori di Vinitaly 2018 è quello della Vinitaly Directory che apre un nuovo canale di business ed è già è diventato un modello, guarda caso, per altre fiere internazionali, anche del settore wine&spirit.

Si tratta di un innovativo portale in lingua inglese, cinese e italiana, in sostituzione del tradizionale catalogo online, che mette in evidenza in maniera omogenea le principali informazioni richieste dai buyer, per semplificare le loro ricerche. Ciò permette di cercare aziende e vini – al momento 4.319 espositori e 13 mila vini inseriti - per zona di produzione, fascia di prezzo, bottiglie prodotte, mercati di riferimento e quelli che si vogliono sviluppare, canali di vendita utilizzati e molto altro ancora.

Questo strumento evoluto permette agli operatori di incrementare le occasioni di contatto e commerciali tra le proprie cantine clienti e il mondo del wine business, selezionando in anticipo le aziende interessanti per i propri scopi e fissando un calendario di appuntamenti mirati in fiera, ma anche durante il resto dell’anno.

Per gli espositori, la novità consiste in un sistema di compilazione con traduzione immediata dall’italiano all’inglese e al cinese, che diventa strumento di promozione e divulgazione in particolare del vino italiano all’estero.

Questo è solo un esempio di quanto stiamo facendo per sostenere, anche tecnologicamente, le nostre aziende clienti nello sviluppo della propria attività business.

Uno sguardo al mercato: dove sta andando il vino italiano nel mondo?

I dati definitivi sul nostro export di vino nel 2017 ci restituiscono un’Italia superpotenza enologica, ma il nuovo record commerciale, con un incremento del 6,2% per un valore di 5,9 miliardi di euro, non rende ancora giustizia alla grande qualità delle nostre produzioni. Cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Per questo presentiamo l’outlook Vinitaly-Nomisma Wine Monitor “Il futuro dei mercati, i mercati del futuro”, che fornisce una mappatura approfondita del posizionamento dopo 10 anni di crescita e guarda ai principali mercati target e ai potenziali nuovi sbocchi con un orizzonte a 5 anni. Ogni  anno verrà proposto un approfondimento qualitativo anche sui più importanti mercati; si inizia quest’anno con gli Usa.

Il nostro export rimane pericolosamente ancorato sui primi tre Paesi di sbocco - Stati Uniti, Germania e Regno Unito -, dove si concentra il 53,4% delle nostre vendite, molto più di Francia e Spagna che si fermano rispettivamente al 38,5% e 35,2%. È chiaro che il sistema di promozione italiano deve essere pianificato con attenzione, muovendosi all’unisono e con una immagine unitaria, se si vuole incrementare il valore e aumentare la penetrazione anche in altri mercati. Progetti aggregativi come quelli che stiamo portando avanti con l’ICE Agenzia possono essere colti come occasione per una presenza promozionale più organica di settore.


Quali sono le attività di incoming che Vinitaly mette a disposizione delle aziende vitivinicole, italiane ma non solo?

Delle opportunità che Vinitaly mette in campo, si stanno accorgendo sempre più aziende estere. Lo conferma la crescita degli espositori della International_Wine Hall e della superficie. Molte le new entry: dalla prima volta di Etiopia, Danimarca e Santo Domingo, alle nuove aziende da Francia, Spagna, Croazia, Georgia, Portogallo, Ungheria, Azerbaijan, Usa, America del Sud, Australia, fino al Giappone. Ogni giorno, nell’area tasting si svolge un programma di degustazioni guidate dei vini e distillati in esposizione.

Originali e interessanti anche le degustazioni di Vinitaly, che rendono la rassegna ogni anno una “annata” irripetibile e in questa edizione coinvolgono vini sudafricani, argentini, australiani, gli champagne francesi, ma anche i vini ungheresi, giapponesi, e da Palestina, Australia, Romania e rappresentano uno degli asset di attrattività della rassegna per gli operatori professionali, italiani e stranieri.

Sul fronte dell’incoming, abbiamo selezionato e invitato direttamente professionisti provenienti da 58 nazioni dei 5 continenti. Un’azione specifica è rivolta anche agli operatori interessati al settore del vino biologico, realizzata in collaborazione con FederBio. Paesi target sono Stati Uniti, Giappone e Cina.

A Vinitaly 2018 sono presenti tutte le categorie di operatori per il business: importatori, distributori, titolari di wineshop, horeca, gdo, e-commerce, sommelier. Tra i mercati maggiormente presenti, si distinguono Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Sud est asiatico, Cina e Canada, quest’ultima con tutti i principali Monopoli in collaborazione con ICE Agenzia.

Dagli Usa sempre più presenti importatori e distributori oltre che dalla East e West Coast anche dagli Stati interni, come Colorado, Kansas, Missouri e Illinois, e dal Canada (7.800 in totale dal Nord America nel 2017), mentre dalla Russia sono state selezionate due tipologie di buyer: importatori top con fatturati alti e interessati ad espandere il proprio portfolio; aziende di dimensione più piccole, ma molto incentivate a trovare nuovi fornitori dall'Italia e creare da zero un portfolio di vini italiani.

Nella selezione degli operatori provenienti dalla Cina, è stata la “geografia” il metro di valutazione per mantenere il presidio nelle città di prima fascia come Pechino e Shanghai, ma al tempo stesso addentrarsi all’interno del Paese, coinvolgendo aziende provenienti da città di seconda come Chengdu e terza fascia come Foshan..

Novità di quest’anno è la presenza per la prima volta di una delegazione di importatori dal Kenya, mentre cresce la presenza di buyer da Israele, con la prima azienda importatrice del Paese, wine shop e catene di ristoranti.

Stiamo definendo infine una nuova collaborazione con ICE-Agenzia per promuovere una sperimentazione che leghi i corsi della Vinitaly International Academy, i cui ambasciatori ed esperti sono quasi 200 da 23 Paesi di quattro Continenti coinvolti nelle attività di incoming di Vinitaly, a occasioni di formazione e business studiate per promuovere ulteriormente la conoscenza del vino italiano nel mondo.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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