XYLELLA, IL CNO FA ESPOSTO A PROCURA DELLA REPUBBLICA

Gennaro Sicolo presidente del Cno fa una denuncia Sul caso xylella alla procura della Repubblica. Qui di seguito l'esposto in versione integrale: Il sottoscritto Gennaro SICOLO, nato a Bitonto il 09/09/1955, residente in Bitonto in via Domenico Ricapito 16, nella propria qualità di Presidente e Legale rappresentante del CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori S.c.ar.l., con sede in Roma in via Piave n.8, nonchè di Presidente e Legale rappresentante della O.P. Oliveti Terra di Bari, con sede in Bari in via Michele Cifarelli 6/A.

Ai fini del presente atto, il sottoscritto elegge domicilio in Bari in via Michele Cifarelli 6/A presso la O.P. Oliveti Terra di Bari

ESPONE QUANTO SEGUE

1. Il CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori costituisce l’organizzazione italiana di rappresentanza e tutela dei produttori olivicoli più rappresentativa a livello nazionale e precisamente di circa 180.000 produttori con aziende situate in tutto il territorio nazionale, e nello specifico anche nella Regione Puglia con particolare presenza nella provincia di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce.

Lo stesso CNO è riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali come Associazione di Organizzazioni di Produttori Olivicoli

2. A sua volta l’O.P. Oliveti Terra di Bari costituisce l’Associazione più rappresentativa dei produttori olivicoli presenti nella Provincia di Bari, anch’essa riconosciuta come tale dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

3. Come è noto, il territorio della Regione Puglia, partendo dalle zone salentine della provincia di Lecce (esattamente dal territorio di Gallipoli, nel 2013, come primo focolaio di infezione) ed ora anche le province di Brindisi, Taranto e Bari, è colpito sin dal 2014 dal noto fenomeno infettivo determinato dal batterio da quarantena « Xylella fastidiosa » in danno e pregiudizio delle piantagioni di ulivo presenti sul territorio con progressivo rapido disseccamento e morte delle piante stesse e conseguente gravissimo ed irreversibile danno all’intero territorio dal punto di vista ambientale, economico e sociale, ed ancora conseguentemente con gravissimo danno economico per le popolazioni e, segnatamente, per le aziende agricole-olivicole colpite.

4. È altrettanto noto che sin dal 2014 si sono succeduti una serie di provvedimenti amministrativi per l’accertamento, delimitazione, contenimento della citata epidemia con specifiche misure obbligatorie e cogenti quali, in particolare, il controllo del vettore accertato (la cosiddetta sputacchina Philaenus spumarius) e l’eradicazione delle piante di ulivo ed altre specie ospiti colpite dal fenomeno infettivo idonee ad impedirne la diffusione dalle province inizialmente colpite verso il Nord della Regione e, in particolare, nel momento attuale, nella provincia di Bari.

Tali provvedimenti, in ricepimento delle specifiche disposizione dell’Unione Europea (vedi Decisione di Esecuzione della Commissione del 13 febbraio 2014 n. 87, Decisione di Esecuzione della Commissione del 23 luglio 2014, n. 497, Decisione di Esecuzione della Commissione del 18 maggio 2015 n. 789, Decisione di Esecuzione della Commissione del 17 dicembre 2015 n. 2417, Decisione di Esecuzione della Commissione del 12 maggio 2016 n. 764, Decisione di Esecuzione della Commissione del 14 dicembre 2017 n. 2352) si sono sostanziati in successivi Decreti Ministeriali di recepimento della normativa comunitaria ad iniziare dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 26 settembre 2014 (14A07903), sino al più recente Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali n. 4999 del 13 febbraio 2018 (cosiddetto Decreto Martina).

Le predette normative prevedono misure urgenti ed immediate dirette alla ricognizione, delimitazione delle zone infette e misure urgenti di contenimento con relativa eradicazione nelle piante infette e controllo meccanico e chimico dei vettori, assegnate in particolare alla competenza della Regione Puglia, e dei relativi uffici regionali preposti (Ufficio fitosanitario regionale). Tali misure obbligatorie di contenimento sono già state confermate legittime dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (Sentenza rif. ECLI:EU:C:2016:428 della I Sezione del 9 giugno 2016. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A62016CJ0078).

5. In relazione alle misure previste dalla legge, la Regione Puglia, pur con gravi ritardi e carenze, ha comunque in modo estremamente difficoltoso avviato le procedure di monitoraggio, contenimento ed eradicazione, seppur ancora molto parzialmente, che però stanno trovando ostacolo ed impedimento determinati da vere e proprie campagne mediatiche e di mobilitazione con manifestazioni pubbliche, convegni, incontri, presidi, siti internet dedicati, post su social network (vedi facebook), tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure urgenti previste dalla legge e, in particolare, l’ispezione e gli abbattimenti degli ulivi infetti, attuando vere e proprie strategie di disinformazione e diffusione di notizie scientifiche totalmente infondate, basate su ipotesi complottiste e vieppiù smentite dal consenso scientifico delle più autorevoli organizzazione scientifiche italiane ed estere.

Dette campagne e strategie organizzative e mediatiche sono tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure di legge e le procedure amministrative regionali obbligatorie dirette al contenimento dell’epidemia da xylella e, pertanto, all’interruzione dell’attività regionale di carattere pubblico ed interesse collettivo diretta alla tutela non soltanto delle aziende agricole ma dell’intero territorio regionale colpito dall’epidemia.

A tale riguardo è stata organizzata per il giorno 25 maggio 2018 l’ennesima manifestazione nella città di Bari con la quale si chiede di bloccare l’esecuzione delle Misure di legge e, in particolare, l’eradicazione degli ulivi infetti, ed ancora il blocco dell’utilizzo dei fitofarmaci previsto dal citato Decreto Martina proprio al fine di contenere e combattere i vettori e quindi la diffusione dell’epidemia da xylella.

Il comportamento di tali soggetti (vedi rassegna stampa allegata ed elenco profili facebook di disinformazione) è certamente di grave pericolo, non soltanto per la sicurezza delle piante e dell’ambiente, ma anche per l’ordine pubblico che viene turbato e colpito da vere e proprie campagne di disinformazione pubblica che inducono sia i privati agricoltori interessati dal fenomeno, sia amministratori locali compiacenti a porre in essere tutte le più svariate azioni (ricorsi al Tar contro le eradicazioni, ordinanze comunali di varia natura, etc.) dirette a bloccare le misure di contenimento della diffusione dell’epidemia ovvere, in concreto, ostacolare ed interrompere un ufficio/servizio di pubblica necessità. L’impossibilità da parte della Regione Puglia, a completare tempestivamente le eradicazioni delle piante ritrovate infette in zona contenimento e cuscinetto, determinata soprattutto da esposti strumentali presentati ai TAR (tutti comunque fino ad ora respinti o dichiarati inammissibili), ha inoltre già causato gravi danni d’immagine ed economici all’intero Stato italiano (vedasi recentissima notifica di una procedura d’infrazione dell’UE) ed alla Puglia (vedasi la recentissima ridefinizione coattiva delle aree demarcate decisa dall’ultimo Comitato fitosanitario europeo del 23 maggio scorso).

Si fa presente che il numero delle aziende olivicole attualmente e potenzialmente interessate dall’epidemia, in base al censimento ISTAT Agricoltura 2010, sono ben 196.282, distribuite su tutto il territorio delle province colpite dall’epidemia, il che sta a significare che il problema ha assunto e sta assumento sempre più caratteristiche di sicurezza del territorio e dei cittadini pugliesi nel loro complesso.

Tutto quanto innanzi premesso, si segnalano e si denunziano i fatti sopra esposti affinchè

la Eccma Procura della Repubblica voglia attivare le necessarie indagini ed accertamenti di natura penale al fine di individuare possibili fattispecie di reato, e quindi di procedere penalmente, anche con  riferimento all’articolo 656 del Codice Penale riferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, nonchè con riferimento all’articolo 500 del Codice Penale relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’epidemia stessa con grave danno all’economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee.

Si resta a disposizione di ogni ulteriore chiarimento ed il sottoscritto chiede di essere sentito a riguardo nonchè di essere informato in caso si voglia disporre archiviazione.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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