XYLELLA, TUTTI GLI INTERVENTI DI SEI, SIA, SIPAV, SOI IN COMMISSIONE AGRICOLTURA

“L’olivo rappresenta la pianta ospite principale e la diffusione del batterio è dovuta principalmente alla trasmissione da olivo a olivo. Bisogna quindi agire sopprimendo il vettore, così da ridurne la popolazione, intervenendo con insetticidi e con un controllo integrato meccanico-chimico.” Così il rappresentante della società entomologica italiana (SEI) intervenuto in commissione agricoltura sul caso xylella, che ha poi proseguito dichiarando: “Nella zona cuscinetto bisogna agire con regime di obbligatorietà, anche a causa del fatto che siamo in regime di infrazione con l’UE”.

La parola è stata poi presa dalla società italiana di agronomia (SIA): “Mantenere il territorio sano è il primo passo. Cruciale è tenere pulito il suolo e la discatura rappresenta la pratica più sicura. La gestione della lavorazione dell’oliveto è dunque fondamentale perché terreni poveri di sostanze organiche possono essere causa di diffusione del batterio. Infatti le zone di diffusione della xylella erano territori già in crisi precedentemente, dove le buone pratiche agricole erano difficili da mantenere e con impianti già vecchi. Non ci sono state accortezze mentre invece la nutrizione della pianta e i valori minerari sono fondamentali.”

“La xylella è un patogeno difficile da isolare perché non esistono mezzi di lotta sufficienti, tanto più che non si possono usare antibiotici in Italia, poiché porterebbero il rischio di creare batteri resistenti”, così la società di patologia vegetale (SIPAV). “I servizi fitosanitari spesso non sono aggiornati e la partenza ritardata ha causato il diffondersi dei focolai, è difficile allora applicare le misure di contenimento come previsto dall’UE. Bisogna lavorare sul contenimento e non sull’eridacazione che ormai non è più utile. È sbagliato infine concentrarsi solo sul patogeno perché bisogna intervenire anche sul vettore e sulle pratiche agronomiche”.

La società ortofrutticola italiana (SOI) ha invece così dichiarato: “Biosogna avere un panorama più ampio perché la crisi non riguarda più solo l’olivo ma anche il mandorlo e il ciliegio. Serve quindi una visione che delinei lo scenario futuro, facendo lo sforzo massimo nella zona cuscinetto per salvaguardare le altre zone limitrofe. È necessario ridisegnare e orientare il territorio, alcune specie non si possono più utilizzare e dobbiamo allora dare prospettive di sviluppo. L’Italia non ha poi un sistema di quarantena, a fronte di 52 punti di ingresso tra porto e aeroporti. Diviene perciò fondamentale rafforzare i sistemi fitosanitari, specialmente quelli regionali che sono stati smantellati”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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